Per dimenticare il freddo dell'inverno
ancora quilmes...
Visualizzazione post con etichetta Argentina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Argentina. Mostra tutti i post
venerdì, dicembre 11, 2009
giovedì, dicembre 10, 2009
mercoledì, maggio 06, 2009
martedì, marzo 11, 2008
lunedì, dicembre 10, 2007
Martín Lousteau e la Cristina
Il nuovo Ministro dell'Economia argentino è più vecchio di me di 2 giorni !
Pure lui ha una Laurea in Economía (all'Universidad de San Andrés) e un Master (London School of Economics).
Mi sono dimenticato di mandare il cv alla Cristina!

Pure lui ha una Laurea in Economía (all'Universidad de San Andrés) e un Master (London School of Economics).
Mi sono dimenticato di mandare il cv alla Cristina!

sabato, maggio 13, 2006
Evangelina Carrozzo, un'argentina nuda contro l'inquinamento


La regina del Carnevale di Gualeguaychú irrompe nel Vertice internazionale di Vienna, con uno spettacolare bikini e un cartello di GreenPeace che dice: "No a las papeleras contaminantes". Un trionfo della bellezza argentina di fronte ad una platea di 60 premier europei ed americani tra cui: Blair, Chirac, Zapatero, Merkel, Chávez, Bachelett, Néstor Kirchner e Tabaré Vázquez. Un bel colpo di teatro organizzato da Greenpeace...Evangelina Carrozzo (25 anni, 173cm, 85-62-90) diventa una stella di fama mondiale.
Pagina/12
CON LA MEJOR INTENCIÓN...
Lindo bikinazo de Evangelina Carrozzo
giovedì, marzo 02, 2006
martedì, febbraio 14, 2006
MarDeVientos en Buenos Aires
Trafficante de cannelloni: holaaaaa, mi amor, come stai?MAR: todo mal piccolo... mi hanno perso la valigia piccola...
e non ho NULLA da mettermi! Nella valigia c'era anche la macchina fotografica!
Trafficante: nooooooo!
MAR: mi hanno detto che mi faranno sapere.... ma sono incazzattissima! quella valigia veniva con me... e quelli del volo madrid-bsas, me l'hanno presa all'ingresso dell'aereo....e poi non l'ho piu vista... il b&b di palermo è uno schifo e andiamo al centro.... tutto come il culo....
l'aereo era PIENO PIENO DI TURISTI, incredibile... tutti con le guide del Lonely planet, eravamo in media 30% di argentini...non sai quanto ti ho pensato nell'aereo... come hanno bevuto havana 7 con coca GRATIS! QUELLI DAVANTI A ME... hanno fatto una FESTA.... poi, ho letto che la pubblicita delle patatine, è stata girata a bsas...
Trafficante: quella di Rocco ?
MAR: tutte argentine!!!! siiiiiiii : digli a Ramiro... nel Tigre! va be, amore... qua sono le 8, ma mi sono svegliata due ore fa....ieri sono arrivata a Palermo a mezzanotte...... (le 4 italiane)
ho lasciato la valigia e abbiamo fatto 200 metri.. a una piazzetta piena di pubs... era l'una della mattina di lunedì.... ed era pienooo... 20 pub intorno alla piazza.... e nessun posto a sedere
bsas è pazzesca.....di lunedì! SARESTI IMPAZZITO..... Ahh feliz diaaaaaaaaaa, inviami messaggini.... quando arrivo all'albergo.. ti mando un sms cosi mi chiami
Trafficante: Mi manchi ..lito!
martedì, ottobre 11, 2005
Politica ARGENTINA in Italia
il mio amico italo-argentino Berto mi scrive:Leggi il Corriere economia di ieri, in prima pagina, il chiodo di Roma e Milano ad oggi! è Argentina pura, ti immagini cos'è la sicilia e confinanti!?! Federalismo è una tomba senza nome e senza croce, è un vero assalto alla diligenza! i partiti privatizzano il paese a proprio favore. Prima per finanziarsi erano obbligati a fare scuole, strade, ospedali ... oggi? fanno nuove provincie senza dirlo, diminuiscono il personale nei comuni ed aumentano esponenzialmente le consulenze esterne, non ne parliamo della riforma di Maroni sul TFR...
qui a Firenze si fanno grassi xche l'anno scorso hanno fatto 50 mil. di multe... Bravi, bella politica!! e fra 10 anni se non avrai la carta di credito si morira davanti all'ospedale, come in America! e così in tutta Italia, vedi poi quello che prima erano gettoni di presenza, oggi che razza di stipendi si autopagano. deja vu, purtroppo...
Con la preferenza qualcosa, forse poteva cambiare, quantomeno l'eletto una qualche responsabilità con l'elettore ... cmq godiamoci oggi perche fra 10 anni staremo assai peggio:almeno dal punto di vista sociale e questo sia con Prodi che con Berlusconi. Ormai siamo in mano al tiranno senza volto (i partiti) come nel 64, li aveva definiti il preside di scienze politiche Maranini.
venerdì, settembre 30, 2005
Casini, ma che ti ha preso?
Perchè sputtanarsi cosi?dice il mio amico Berto: "si vede che il periodo storico è questo, tutti a dire e fare cazzate a tutto spiano, e dico tutti indistintamente..."
Se stava bono, lo rimettevano in pista, pure dopo le elezioni perse... Poteva conservare la poltrona.
E poi dalla sua situazione scavalcare Follini e fare un accordo Lui è proprio da teste di c.... Si vede che lo ha innervosito Fini il successore,il quale, a sua volta, non fa che fare cazzate una dietro l'altra...
Come dicevano in Argentina:
“¡Que se vayan todos!”
Se potessimo licenziarli tutti... come dice Beppe Grillo!
Per dare una mano anche noi si può inviare una mail all’indirizzo del dipendente Casini: CASINI_P@camera.it,
con il seguente testo: “Casini sei licenziato per giusta causa”.
lunedì, settembre 05, 2005
giovedì, aprile 28, 2005
la bestia nera di Kirschner
Inseguito dal fisco Usa, vive in una villa-fortezza nelle Cayman, difeso da un ex militare e da una ronda di guardie del corpo. Il misterioso RAIDER (finanziere/speculatore) americano, Kenneth Dart (da dieci anni nessuno lo incontra e l’unica fotografia in circolazione risale al 1988), sta tenendo in scacco l’Argentina e tutti gli obbligazionisti che in giro per il mondo hanno accettato l’offerta di scambio argentina. Contro il grande Raider hanno gia perso il Brasile, il Perù, il Messico, l’Ecuador, il fisco Usa, la Yukos, l’oligarchia e secondo la stampa internazionale la mafia russa, il fratello Tom e la moglie Cynthia. Attualmente è l’unico che può vantarsi di aver saputo tenere testa al presidente Nestor Kirchner e al padre del piano di ristrutturazione più grande e più discusso del mondo, il ministro argentino Roberto Lavagna, contro i quali anche il Fondo monetario internazionale ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco. Tra le attività che controlla Dart c’è il fondo speculativo EM Ltd. che, insieme al fondo Elliot, è riuscito a far bloccare dal tribunale di New York 7 miliardi di dollari di vecchie obbligazioni argentine. L’appello è iniziato con l’udienza di ieri mattina. Ed è proprio in attesa di questa sentenza che Buenos Aires ha bloccato l’arrivo dei nuovi bond. Il grande speculatore è un esperto di queste operazioni: nel ’92 comprò 1,4 miliardi di dollari di bond brasiliani: li pagò 375 milioni a default già avvenuto e dopo un braccio di ferro in tribunale ne incassò 605 due anni dopo. E’ sempre del ’94 la vittoria anche con il fisco Usa: per non pagare i 56,2 milioni evasi rinunciò alla cittadinanza Usa, un sistema che gli permette di passare solo 60 giorni all’anno in territorio americano. Dove però deve evitare la moglie da cui ha divorziato che reclama una parte del patrimonio e il fratello Tom che lo accusa di avergli soffiato una buona fetta dell’azienda di famiglia. La fortuna iniziale di Dart infatti viene dal padre che brevettò nel 1951 nello stato del Michigan i contenitori usa e getta per tenere caldo il caffé. La Dart Container Corp. ne è ancora il principale produttore mondiale, un impero che compare nelle classifiche di Forbes con un fatturato che sfiora il miliardo, al netto della florida attività speculativa che secondo le accuse del fratello avrebbero portato la sua ricchezza a 6 miliardi. Tutti buoni motivi che hanno spinto Dart alla reclusione nella casa che occupa la spiaggia delle «Sette miglia», la stessa dove nel 1666 sbarcò il pirata Henry Morgan per saccheggiare i Caraibi. Un paradiso fiscale che beneficia degli imponenti afflussi di dollari della Dart Foundation...
domenica, aprile 24, 2005
giovedì, marzo 24, 2005
24 marzo 1976 - Golpe argentino
L'imponente manifestazione si è unita alla ronda a la Pirámide delle Madres de Plaza de Mayo, delle nonne (Abuelas) e dei figli (Hijos) dei Desaparesidos. Tutti in marcia con i ritratti dei propri cari "scomparsi", per gridare "Nunca Mas" (mai più). La memoria del Golpe, che diede inizio al periodo più nero della storia argentina, si unisce alla lotta contro l'impunità dei suoi crudeli aguzzini, artefici ed esecutori del terrorismo di stato.
lunedì, febbraio 21, 2005
ARGENTINA: che bel PACCO!
sabato, febbraio 19, 2005
giovedì, febbraio 03, 2005
Daniel desde Ushuaia, Argentina
el tipo mas austral del mundo saluda a su culiado, perdon, cuñado...
DANIEL: hola loco, que haces culiado? cuando trabajaras en la bolsa, quiero comprar acciones...
trafficantedecannelloni: en tokio?
DANIEL: me sobran 500.000 dolares
trafficantedecannelloni: que suerte!
DANIEL: jajajaja …….soñar no cuesta nada
trafficantedecannelloni: ;) viste el post lezioni de eros?
DANIEL: estas estudiando alpedismo?
trafficantedecannelloni: estoy buscando trabajo en Roma y en Londres... a ver si sale algo bueno
DANIEL: londres esta lejos ughhhhh
trafficantedecannelloni: una ora y media de avion, no es mucho desde aca
DANIEL: pero igual, te me vas mas lejos
trafficantedecannelloni: depende de la guita
DANIEL: y si
trafficantedecannelloni: por 50K libras me voy
DANIEL: cuan to es en dolares?
trafficantedecannelloni: 50.000£? …..es 95.000$ mas o menos
soñar no cuesta nada!
DANIEL: por año?
trafficantedecannelloni: no por dia!!!
DANIEL: si claro ya voyyyy a ayudarteeeeeeeee
trafficantedecannelloni: ok! Ciao me voy a la cama. hasta pronto!!!
DANIEL: chau maximo
mercoledì, gennaio 19, 2005
martedì, gennaio 18, 2005
I Tango bond e la Casa Rosada
Il giudizio più gentile definisce la proposta del governo argentino per la ristrutturazione del debito: «un colossale imbroglio».
Quello più duro: «un volgare ricatto».
Buenos Aires è esposta con il mondo per 102,6 miliardi di dollari di titoli di Stato («tango-bond»), tra capitale e interessi mai pagati (nel crack Parmalat, il buco è stato di 19 miliardi di euro).
La storia dei tango-bond comincia nel periodo dei magri rendimenti sui BOT. I «tango-bond», che rendevano bene ed erano garantiti da uno Stato sovrano, vengono acquistati da molti investitori. Naturalmente al maggiore rendimento corrispondeva un più alto rischio, una regola semplice che molti sembrano ignorare! Le banche italiane piazzano circa 14 miliardi di euro nei conti titoli di 450 mila risparmiatori: il nostro Paese è quello con la quota principale (dopo l’Argentina), un sesto del totale. La situazione economica del paese peggiora e i più scaltri ed informati vendono tutti i propri bond provocandone un crollo. I piccoli risparmiatori non capiscono o non sanno... e rimangono con il cerino in mano! Nella notte del Natale 2001, l'appena insediato presidente argentino Adolfo Rodríguez Saa, al culmine della profonda crisi economico-finanziaria, decide di sospendere il pagamento dei bond.
Ora il nuovo governo argentino di Néstor Kirchner, al potere dal maggio 2003, propone al mondo di scambiare i 102,6 miliardi di quei maledetti tango-bond con nuove obbligazioni fino a un massimo di 41,8 miliardi. «Prendere o lasciare» chiosa il suo ministro dell’Economia, Roberto Lavagna.
Le nuove emissioni avranno scadenza fino al 2045, ovviamente nessuno, neanche la Casa Rosada ne garantisce bontà e vendibilità. Non è una provocazione, è scritto, nero su bianco, anche nel prospetto, approvato dalla Consob.
Perché mai il Fondo monetario internazionale, che a Kirchner ha promesso un prestito da 13,5 miliardi di dollari e ne ha già versato una prima tranche da 3,5, non ha esercitato pressioni per ottenere di più in favore della numerosa massa di risparmiatori traditi? La congiuntura economica argentina è migliorata molto dopo la crisi del 2001-2002... Nel 2004 il Pil è cresciuto quasi del 9%. La bilancia dei pagamenti è tornata in attivo. Non si poteva offrire qualcosa di più rispetto a quel misero 30%? Nelle 20 ristrutturazioni di un debito statale andate in porto dal 1990, non era mai accaduto che gli obbligazionisti internazionali ci rimettessero più del 36 per cento.
Ora, in Italia il governo farà qualcosa per difendere gli interessi dei risparmiatori? Non credo proprio! Sento parlare della vecchia scusa del rischio morale! Riprendera quindi un nuovo e infinito contenzioso tra risparmiatori e banche.
Quello più duro: «un volgare ricatto».
Buenos Aires è esposta con il mondo per 102,6 miliardi di dollari di titoli di Stato («tango-bond»), tra capitale e interessi mai pagati (nel crack Parmalat, il buco è stato di 19 miliardi di euro).
La storia dei tango-bond comincia nel periodo dei magri rendimenti sui BOT. I «tango-bond», che rendevano bene ed erano garantiti da uno Stato sovrano, vengono acquistati da molti investitori. Naturalmente al maggiore rendimento corrispondeva un più alto rischio, una regola semplice che molti sembrano ignorare! Le banche italiane piazzano circa 14 miliardi di euro nei conti titoli di 450 mila risparmiatori: il nostro Paese è quello con la quota principale (dopo l’Argentina), un sesto del totale. La situazione economica del paese peggiora e i più scaltri ed informati vendono tutti i propri bond provocandone un crollo. I piccoli risparmiatori non capiscono o non sanno... e rimangono con il cerino in mano! Nella notte del Natale 2001, l'appena insediato presidente argentino Adolfo Rodríguez Saa, al culmine della profonda crisi economico-finanziaria, decide di sospendere il pagamento dei bond.
Ora il nuovo governo argentino di Néstor Kirchner, al potere dal maggio 2003, propone al mondo di scambiare i 102,6 miliardi di quei maledetti tango-bond con nuove obbligazioni fino a un massimo di 41,8 miliardi. «Prendere o lasciare» chiosa il suo ministro dell’Economia, Roberto Lavagna.
Le nuove emissioni avranno scadenza fino al 2045, ovviamente nessuno, neanche la Casa Rosada ne garantisce bontà e vendibilità. Non è una provocazione, è scritto, nero su bianco, anche nel prospetto, approvato dalla Consob.
Perché mai il Fondo monetario internazionale, che a Kirchner ha promesso un prestito da 13,5 miliardi di dollari e ne ha già versato una prima tranche da 3,5, non ha esercitato pressioni per ottenere di più in favore della numerosa massa di risparmiatori traditi? La congiuntura economica argentina è migliorata molto dopo la crisi del 2001-2002... Nel 2004 il Pil è cresciuto quasi del 9%. La bilancia dei pagamenti è tornata in attivo. Non si poteva offrire qualcosa di più rispetto a quel misero 30%? Nelle 20 ristrutturazioni di un debito statale andate in porto dal 1990, non era mai accaduto che gli obbligazionisti internazionali ci rimettessero più del 36 per cento.
Ora, in Italia il governo farà qualcosa per difendere gli interessi dei risparmiatori? Non credo proprio! Sento parlare della vecchia scusa del rischio morale! Riprendera quindi un nuovo e infinito contenzioso tra risparmiatori e banche.
domenica, gennaio 16, 2005
Iscriviti a:
Post (Atom)


