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domenica, novembre 27, 2011

italo svevo

"Curioso come a questo mondo vi sia poca gente che si rassegni a perdite piccole; sono le grandi che inducono immediatamente alla grande rassegnazione"

"Bisogna ignorare la storia del mondo per poter credere di aver fatto un buon affare col solo acquisto di un oggetto: è alla vendita che si giudica l'accortezza dell'acquisto"

domenica, giugno 08, 2008

L'ALBERO DI PUPPY

Ci sono 3 cose che ogni persona dovrebbe fare nella propria vita: "Mettere al mondo un figlio, scrivere un libro e piantare un albero"

Sembra un antico proverbio cinese, tuttavia mi piace credere che sia parole dell'eroico poeta cubano José Martí, ("Escribir un libro, Plantar un árbol, Tener un hijo"). Alcuni citano García Lorca, altri addirittura Francis Bacon o Abramo Lincoln ("Plant a tree, write a book, have a son").

* Va be, comunque siamo 2-0 ! (Non volendo contare la mia agognata Tesi di Laurea)

* “It’s one thing to plant a tree, it’s another to make it survive,” said Wangari Mathai, Kenyan 2004 Nobel Peace Prize laureate.

* "The greatest management principle in the world is that the things that get rewarded and appreciated get done." (non mi ricordo chi l'ha detto)

lunedì, settembre 25, 2006

Il Problema del Cigno Nero

La rovinosa speculazione dell' ex Top Trader di Amaranth Advisors mi ricorda un libro di Nassim N. Taleb, che tutti noi avremmo dovuto leggere:
Fooled by Randomness : The Hidden Role of Chance in Life and in the Markets
.
(Giocati dal Caso.
Il ruolo della fortuna nella finanza e nella vita)

"La realtà è molto più carogna di una roulette russa. In primo luogo, genera la pallottola fatale solo raramente, come una rivoltella che avesse centinaia, o addirittura migliaia, di colpi, invece dei normali sei. Dopo qualche dozzina di tentativi, ci si dimentica dell’esistenza di una pallottola e ci si fa prendere da un falso senso di sicurezza." Nassim Nicholas Taleb

P.S.
"Limited Fallout-
Who's on the other side of those trades?"

I giganti di Wall Street, Goldman Sachs Group Inc. e Morgan Stanley, sono i maggiori beneficiari del colossale buco ($6 billion) di Amaranth Advisors... (Bloomberg)















mercoledì, settembre 20, 2006

IKEA ti ODIO

In un anno, 31 milioni di italiani hanno visitato i negozi ikea. (Sole24ore)

Per i più, forse è un'esperienza divertente... per me è un incubo!
L'odio mi ha spinto a leggere un libro che inizia cosi:
"Non tutti gli uomini sono idioti. Alcuni sono dei veri idioti!
Cosa c’è di più avvilente per un single che aggirarsi per l’ikea, solo soletto, con tante famigliole e coppiette felici ..
."

Il 10% degli europei è stato concepito su un letto ikea (l'Economist)
Non farò mai sesso su letti/divani/sedie/tavoli/ orologi a cu cu ikea!

160 milioni di copie distribuite dell'ultimo catalogo (Il codice da Vinci solo 60 mil): mi vanto di non aver sfogliato nessuno dei due!

Il fondatore e padrone del gruppo (226 negozi nel mondo e 17.3 miliardi di fatturato) Ingvar Kamparad, svedese trasferito in Svizzera, è considerato l'uomo più ricco del mondo (secondo le stime dell'Economist). Il suo patrimonio è difficilmente calcolabile a causa della strana e poco trasparente struttura societaria (la holding capogruppo è una fondazione di diritto olandese).
























venerdì, settembre 15, 2006

Le leggi fondamentali della stupidità umana

1) Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione

2) La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona


3) Una persona stupida è una persona che causa un danno a un’altra persona o gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno 

 
4) Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. Dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare o associarsi con individui stupidi costituisce infallibilmente un costoso errore 

 
5) La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista 


 "Allegro ma non troppo", Il Mulino 1988, di Carlo M. Cipolla, professor emeritus di storia dell’economia a Berkeley.

Rasoio di Hanlon : « Non attribuire a consapevole malvagità ciò che può essere adeguatamente spiegato come stupidità »

Da non perdere: Il potere della stupidità del geniale Giancarlo Livraghi

link pseudosapiens

domenica, aprile 30, 2006

John Kenneth Galbraith

15 ottobre 1908, Iona Station, Ontario (Canada) - 29 aprile 2006, Boston
J.K. Galbraith è stato un economista "eterodosso" di fama mondiale, professore emerito di Harvard, dichiaratamente "liberal", che ha partecipato per quasi 70 anni (dagli anni 30 agli anni 90) al dibattito politico americano. Pur essendo considerato un eretico dalla "conventional wisdom" (mentalità convezionale) dell'establishment, ha sempre esercitato una notevole influenza sul pensiero economico e politico del XX secolo, anche per il suo diretto impegno.
I suoi principali incarichi politico-amministrativi sono stati:
  • responsabile dei prezzi di tutti le merci degli Stati Uniti, ruolo che gli valse l'appellativo di "Zar dei prezzi", durante la seconda guerra mondiale
  • Consigliere economico dei presidenti democratici Franklin D. Roosevelt, John Kennedy e Bill Clinton
  • Ambasciatore in India durante la presidenza di John Kennedy dal 1961 al 1963.
  • presidente della American Economic Association.

Contribuì a elaborare il programma di "Grande societa" del presidente Lyndon Johnson e scrisse il discorso presidenziale in cui quel programma venne illustrato. Successivamente ruppe con Johnson a causa della guerra in Vietnam.

Uno degli autori più letti nella storia delle scienze economiche (33 libri e una serie infinita di articoli), raggiunse la notorietà presso il grande pubblico negli anni 60, con un famosissimo libro, "The Affluent Society" (La società opulentà), in cui sostiene che gli Stati Uniti, pur essendo ricchi di merci di consumo, sono poveri nel campo dei servizi sociali.

L' indimenticabile grande crollo del 1929 narra con ritmo incalzante il succedersi degli eventi di quell'annus horribilis...
L'euforia irrazionale di Wall Street nei ruggenti anni 20 seguita dal panico del più famoso Crash della borsa.
No account of the financial insanity of 1929 has been issued in a form at once so readable, so humorous and so carefully authenticated as this classic book, in which Professor Galbraith examines the 'gold-rush fantasy' in American psychology and describes its dire consequences.



Il romanzo/satira "il professore di Harvard", descrive con sottile ironia le meschinità del mondo accademico, i loschi intrighi del mondo politico e la folle psicologia di massa che governa le Borse.

Il protagonista crea un modello econometrico per prevedere l'andamento di Wall Street, misurando le "aspettative irrazionali" degli avidi investitori, che saranno travolti dall'inevitabile crollo futuro...

martedì, ottobre 04, 2005

"Egemonia o sopravvivenza" di NOAM CHOMSKY

Per oltre mezzo secolo, gli Stati Uniti hanno perseguito una strategia imperialista mirata al controllo di tutto il pianeta. I leader politici americani si sono sempre dimostrati desiderosi di realizzare questo sogno di dominio, indipendentemente dai rischi che comportava, e l'attuale amministrazione Bush sta intensificando questo processo. Chi come il grande intellettuale ha esaminato tutte le guerre americane degli ultimi quarant’anni sa che l’attuale orientamento dei neocon non è la risposta a un attacco inatteso, ma la prosecuzione della strategia inaugurata da Reagan e perfezionata in questi anni dai falchi della Casa Bianca capeggiati da Donald Rumsfeld e Paul Wolfowitz. I nobili principi sciorinati per giustificare l’opzione militare sono in realtà la “fabbrica del consenso” della superpotenza che distrugge il mostro Saddam Hussein dopo averlo creato in funzione anti-iraniana, che trasforma il dittatore foraggiato fino al giorno prima nel Nemico Pubblico. La guerra per la democrazia è rivolta solo contro i cosiddetti rogue states – quegli stati canaglia che non accettano l’imperialismo statunitense – ignorando completamente altri paesi alleati dell’America come Arabia Saudita e Turchia, in cui pure la violazione dei diritti umani è sistematica. L’arbitraria selettività negli obiettivi da colpire toglie ogni credibilità all’esportazione del modello democratico e addita la politica degli Stati Uniti come principale fattore d’instabilità internazionale. Il loro progetto di egemonia mondiale, infatti, mette a rischio la sopravvivenza stessa del pianeta e, anziché liberarlo dalla minaccia del terrorismo, mira a tenerlo in uno stato di perenne terrore, per poterlo piegare sempre più ai propri interessi.

giovedì, giugno 09, 2005

GINO STRADA - Pappagalli verdi

Gino Strada arriva quando tutti scappano, quando la guerra esplode nella sua lucida follia. Guerre che per lo più hanno un lungo strascico di sangue dopo la fine ufficiale dei conflitti: quando pastori e donne vengono dilaniati dalle tante mine antiuomo disseminate per le rotte della transumanza, o quando i bambini raccolgono strani oggetti lanciati dagli elicotteri sui loro villaggi: pappagalli verdi, li chiamano i vecchi afgani… In questo libro, che porta come sottotitolo Cronache di un chirurgo di guerra, Gino Strada mette a nudo le immagini più vivide, talvolta i ricordi più strazianti, le amarezze continue della sua esperienza... [dalla Prefazione di Moni Ovadia a "Pappagalli verdi"]
La "quotidianità della tragedia" é questa: ogni venti minuti nel mondo una mina esplode e i 50 o 100 grammi di tritolo che contiene vengono sparati a incredibile velocità, ferendo, mutilando, uccidendo esseri inermi che stanno camminando in un prato, portando il gregge al pascolo, giocando nel cortile di casa, zappando la terra. Due bambini raccolgono un pezzo di ferro e, contenti, vanno al mercato dove forse potranno barattarlo con un tozzo di pane: passando da una mano all’altro, quel pezzo di ferro esplode.
Diceva Saddam Hussein nell’ottobre 1991, all’indomani del ritiro dalla regione kurda dell’Iraq: "Noi ce ne siamo andati, ma il nostro esercito è rimasto lì." E alludeva alle mine antipersona (dieci milioni, tre per ogni abitante nel Kurdistan iracheno), alla sua armata invisibile fatta di italianissime Valmara 69 e VS-50. Mine la cui produzione e il cui commercio sono stati finalmente proibiti dalla legge 374 del 22 ottobre 1997, approvata anche grazie a una campagna di pressione di Emergency, l’organizzazione umanitaria fondata da Strada a Milano nel 1994 e alla quale sono devoluti i diritti d’autore di questo libro.
Accanto alle mine italiane, ecco il modello PFM-1 di fabbricazione russa, i "pappagalli verdi". In Afghanistan i sovietici ne lanciavano a migliaia dagli elicotteri; grazie alle "ali" di cui erano dotate, queste mine anziché cadere a grappolo in un unico punto si disperdevano come volantini su un’ampia superficie. I militari sovietici affermavano che quelle mine erano fatte in quel modo per sole ragioni tecniche e non perché dovessero assomigliare a un giocattolo. Cioè, precisavano indignati i progettisti, non erano fatte apposta per attirare i bambini. Però li attiravano. E i bambini se le portavano a casa, se le scambiano come fossero figurine, finché sulle "ali" veniva esercitata un po’ di pressione e si verificava l’esplosione. Strategia di guerra: più bambini muoiono o rimangono ciechi o monchi o sfigurati, più la popolazione civile terrorizzata cesserà ogni resistenza. A partire dalla metà del secolo, il 90% delle vittime dei conflitti erano civili estranei ai combattimenti; in Afghanistan il 34% di queste erano bambini.
Cosa è che ha portato Strada a essere l’opposto di un barone universitario o di un chirurgo dai guadagni miliardari? Certo, la passione per il lavoro e la fortuna di essere pagato per fare ciò che piace (in contesti, peraltro, allucinanti). Ma anche e soprattutto quelle "idee di solidarietà, di consapevolezza di essere in qualche modo in debito verso i più sventurati della terra". Scrive Strada: "Molti di loro non sopravvivono. Non riescono a sopportare il lungo viaggio sulle montagne, a dorso di mulo, qualche volta stesi su un carretto. Arrivano sporchi e sfiniti al nostro ospedale, con il turbante e la barba pieni di terra, i vestiti stracciati e incrostati di sangue. E’ giusto che ci sia qualcuno ad aspettarli, è umano".
Se dovessimo scegliere alcuni dei momenti essenziali di questo diario, prenderemmo quelli in cui Gino Strada sfoga la sua indignazione e il suo disprezzo nei confronti di coloro che dopo aver subito lutti e tormenti senza fine ad opera del potere centrale o di una potenza occupante, non appena "liberi" hanno iniziato a combattere tra di loro. Strada si è trovato nel Kurdistan iracheno e nella capitale afghana, Kabul, in momenti del genere. E, resistendo alla tentazione di maledire tutti quanti e tornarsene a Milano, ha cercato di ritagliare almeno per il proprio ospedale una zona neutrale, in cui poter soccorrere i feriti di una parte e dell’altra.
E a proposito di ospedali, concludiamo ricordando che Strada ha lavorato anche al Koshevo di Sarajevo, dove il dottor Karadzic era un l’insigne psichiatra. Un giorno l’insigne psichiatra, i tecnici, gli infermieri e i portantini della sua etnia non si presentano più in ospedale. Una settimana dopo saranno tutti sulle colline intorno a Sarajevo, a bombardare il loro reparto e i loro stessi colleghi...

giovedì, maggio 05, 2005

CHI HA UCCISO SILVIO BERLUSCONI

Un racconto pieno di tensione, un ritratto di una gioventù dolente
e priva di speranze...
insomma un bel romanzo che ho appena finito di leggere

"Apro gli occhi e penso che oggi è tutto peggio del solito. Provo a convincermi del contrario, ma non serve a niente. Il motivo è il colloquio presso la prestigiosa agenzia interinale Patecco, che mi aspetta a braccia aperte tra poco più di un'ora. Entro ufficialmente nel magico mondo della carne da macello.
L'idea di andare a svendermi a un tot all'ora, senza prospettive se non quella di guadagnare qualche euro, non mi fa impazzire, ma ho bisogno di soldi..."
GIUSEPPE CARUSO.
intervista all'autore