- Perchè ci sono volute 30 ore per trovare il Kursk, se era visibile dalla superfice? (il fondale ra era profondo solo 108 metri, e il sottomarino era lungo 160 m)
- Perchè nessuno ha soccorso in tempo i marinai, che avrebbero potuto raccontare l'accaduto, prima che morissero tutti soffocati?
- Perchè il governo russo dichiarò lo stato di emergenza NUCLEARE, ordinando alle proprie forze aeree di alzarsi in volo, se non esisteva alcuna ragione per sospettare di una possibile aggressione straniera?
- Perchè il direttore della CIA, G. Tenet, tre giorni dopo è andato personalmente a mosca in gran segreto?
- Perchè Putin e Clinton hanno avuto numerose conversazioni telefoniche durante la settimana successiva all'incidente? Perchè una grossa parte del debito estero russo è stato cancellato, un nuovo prestito è stato concesso e Clinton ha deciso di interrompere il progetto delloscudo anti missili?
- Perchè i familiari delle vittime sono stati generosamente compesati in cambio del loro silenzio?
venerdì, agosto 12, 2005
chi ha affondato il KURSK?
lunedì, agosto 01, 2005
Mercato ORSO
After mutual funds and retail investors are fully invested, the market is overbought. This means that there is no more cash to fuel the rally. The market can only go in one direction: down. All it takes is just a hint of negative news and the market collapses under its own weight. Investors quickly realize the market is made of smoke and mirrors, as frauds or other abuses come to light. When panic selling starts, a market will always fall quicker than it had risen. Oftentimes, as everyone heads for the exit at the same time, there isn’t anyone willing to buy the stock. This can be especially disastrous for margin users as they grow deeply indebted to their brokers. Bankruptcy is the usual result for these foolish gamblers. The majority of retail investors don’t sell even as the market is plummeting. This crowd keeps holding on to stocks in hopes that the market will recover. As the market plummets 25%, then 50% the average retail investor foolishly holds on, in complete denial that the bull market is over. Finally retail investors sell every stock they own plummeting the market even further. This mass exodus is called capitulation...
venerdì, luglio 29, 2005
Minkia nel lusso...
Trafficante de cannelloni:HOLAAA
orsocattivo:oh, mi stò trasferendo ciccio! devo fare una call e chiudo
Trafficante:casa nuova?
orsocattivo:yes, stanza di hotel con bagno... un altro vivere!
Trafficante:che lusso!!!
orsocattivo:i know
Trafficante:so good... very very nice!
orsocattivo:and you? What are you doing?
Trafficante:2 balls
orsocattivo:oh, mi stò trasferendo ciccio! devo fare una call e chiudo
Trafficante:casa nuova?
orsocattivo:yes, stanza di hotel con bagno... un altro vivere!
Trafficante:che lusso!!!
orsocattivo:i know
Trafficante:so good... very very nice!
orsocattivo:and you? What are you doing?
Trafficante:2 balls
giovedì, luglio 28, 2005
Il nostro stile di vita?
mio Dio che oscenità dire la verità! :(
nessuno ha più la forza di pensare liberamente...
un solo chiodo fisso in testa:
"ma le rate del condizionatore chi le paga?"
“The American way of life is not negotiable.” (G.W.Bush)
leggendo nella BLOGSFERA...
La seconda guerra mondiale è stata la diretta conseguenza di una crisi materiale del capitalismo (la crisi del 29), unita al fanatismo ideologico di leader disposti a tutto. Nella Germania nazista la crisi economica fu superata finanziando il riarmo con le cambiali “Mefo”, rimborsabili nel 1939, ma nel 1938 Hitler diede corso alla seconda guerra mondiale, invalidando un debito...
Risulterebbe perciò evidente il nesso tra debito e guerra, tra militarismo e ripresa conomica...
Usando lo stesso criterio, si può analizzare la crisi del capitalismo USA del 2000-2001 (prima dell’11 Settembre) e le sue conseguenze politiche. La guerra dei nostri tempi, che negli USA ha mobilitato enormi investimenti di risorse....
Il nostro stile di vita…. Ma di quale stile di vita stiamo parlando?
Lo stile di vita di chi non arriva a fine mese, di chi non riesce a pagare un affitto, di chi è precario, di chi è flessibile, di chi è costretto ad accettare tutto... lo stile di vita di chi s’indebita, di chi lavora in nero, di chi è sfruttato...
nessuno ha più la forza di pensare liberamente...
un solo chiodo fisso in testa:
"ma le rate del condizionatore chi le paga?"
“The American way of life is not negotiable.” (G.W.Bush)
leggendo nella BLOGSFERA...
La seconda guerra mondiale è stata la diretta conseguenza di una crisi materiale del capitalismo (la crisi del 29), unita al fanatismo ideologico di leader disposti a tutto. Nella Germania nazista la crisi economica fu superata finanziando il riarmo con le cambiali “Mefo”, rimborsabili nel 1939, ma nel 1938 Hitler diede corso alla seconda guerra mondiale, invalidando un debito...
Risulterebbe perciò evidente il nesso tra debito e guerra, tra militarismo e ripresa conomica...
Usando lo stesso criterio, si può analizzare la crisi del capitalismo USA del 2000-2001 (prima dell’11 Settembre) e le sue conseguenze politiche. La guerra dei nostri tempi, che negli USA ha mobilitato enormi investimenti di risorse....
Il nostro stile di vita…. Ma di quale stile di vita stiamo parlando?
Lo stile di vita di chi non arriva a fine mese, di chi non riesce a pagare un affitto, di chi è precario, di chi è flessibile, di chi è costretto ad accettare tutto... lo stile di vita di chi s’indebita, di chi lavora in nero, di chi è sfruttato...
mercoledì, luglio 27, 2005
"Stamo a fa i furbetti der quartierino"
"Stamo a fa i furbetti del quartierino" dice Stefano Ricucci (come da intercettazioni telefoniche). Una battaglia finanziaria da 8 miliardi di euro che ha coinvolto la Ue, i Governi e i Governatori di mezza Europa. Ma che alla fine - raccontata in viva voce dai suoi protagonisti registrati al telefono dalla Guardia di Finanza - sembra scivolare in una "stangata"... Un intrigo costruito su una fitta rete di interessi, amicizie e potere difficilmente districabili e che ora fa tremare persino il vertice di Banca d'Italia...
Alle 00,12 del 12 luglio scorso, il Governatore FAZIO decide di telefonare a Gianpiero Fiorani. "Ti ho svegliato?", domanda. Risponde Fiorani: "No, no". Fazio: "Allora ho appena messo la firma, eh". Fiorani, malgrado l'ora, ringrazia con trasporto: "Ah... Tonino, io sono commosso, con la pelle d'oca. Guarda... ti darei un bacio in questo momento, sulla fronte ma non posso farlo... So quanto hai sofferto, credimi... prenderei l'aereo e verrei da te in questo momento se potessi..."
Chat con MINKIA da LONDRA
Trafficante de cannelloni: hola
mctober: hola, como te va?
Trafficante de cannelloni: bien...
mctober: me alegro
Trafficante de cannelloni: bel casino... su fazio!?!
mctober: è un co....ne!!!! ma come si fa? certo che la finanza non è molto seria. mkt sempre il solito!!!
Trafficante de cannelloni:implacabile!
Minkia:hola!!! buongiorno console!
mctober:cavaliere del lavoro, come sta?
Minkia: molto bene, ho cambiato lavoro! raga non vi racconto niente, perchè altrmenti credete che vi stò a di cazzate
mctober:ora che sei Sir? e lavori alla Torre di Londra?
Minkia:no lavoro a sunningdale, vicino la tenuta di carlo. i like the way you move
mctober:perfetto ungherese il tuo!!!!!
Minkia:i know, cmq raga mi trovo molto bene qui in questo posto, peccato che dovrò pagare le tasse
mctober:bene, mi fa piacere ti trovi bene
Minkia:berto qui nessuno fà un cazzo; chi si imbosca a destra, chi a sinistra
mctober:pagare le tasse non hanno mai rovinato nessuno
Minkia:ciccio a me rompe i coglioni, ero abituato a prendere 1200 pound al mese
mctober:+ noto che gli inglesi non lavorano da almeno 300 anni
Minkia:adesso ne prenderò 1000. Gli inglesi non fanno un cazzo, te lo garantisco
mctober:lo so
Minkia:cmq qui mi hanno preso in simpatia tutti, nessuno escluso
mctober:ma insegnano sempre a tutti, tutto... veri paraculi del mondo!!!!
Minkia: ma sarà, ma qui il paraculo lo faccio io, faccio vedere che lavoro, ma in realtà non faccio un cazzo!
mctober:ti riesce bene?
Minkia: rispetto al precedente lavoro... alla grande! mi basta farli ridere e stano tutti tranquilli...
mctober:non ne dubitavo
Minkia: sono qui da 2 giorni e già tutti mi conoscono. ieri c'è stata una polacca che si è fatta spostare il turno per lavorare nel ristorante dove lavoro
mctober:uhm puzzo di sposa in agguato
Minkia:il manager ieri sera mi ha presentato a 2 inglesi, dicendo: "adesso abbiamo lo stallone italiano"
mctober:modestamente
Minkia:ma la cosa bella è che io non stò facendo un cazzo! fanno tutto loro,
io rido e basta!
mctober: nova
Minkia: diciamo, creo l'atmosfera e tutti lavorano bene. Ieri sera, quando ho smontato, un inglese è venuto da me e mi a detto che è stato un piacere lavorare con me per la prima volta ha lavorato senza stress. it's ok gli ho risposto, ma io non ho fatto un cazzo, credimi!basta un sorriso e qui ti compri tutti, sono freddi...
mctober:sembrano inglesi?
Minkia:e non sono abituati a vedere una persona solare. sono inglesi!
mctober: ahhhhh, grazie del chiarimento!
Minchia:poi ieri mattina ho lavorato con 2 coreane,mi hanno chiesto da dove venivo
mctober:polacche, coreane, brasiliane....tutti inglesi?
Minkia:naaaaaa, ci sono 7 inglesi in rota e poi 2 3 stranieri affianco nel senso in sala ci saranno sempre almeno 2 o 3 inglesi e altri 3 4 stranieri
mctober: come sara qui fra non molto
Minkia:si ma qui ci stanno i hattrini
mctober: oK
Trafficante de cannelloni:GRANDE MINKIA.... SEI UN PRINCIPE
Minkia:why?
mctober:lo faranno Lord
Minkia:fatemi imparare l'iglese e vedrai in un paio di mesi che cazzo combino qui
mctober: Sir Lombardo
Minkia: sfottete sfottete, vedrete cosa combino!
Trafficante de cannelloni:Minkia lo so che li SFONNI
mctober: non sfotto, è solo il tuo destino naturale dalla perfida albione
diventare baronetto, barone di roccalumera!!!! e suona anche bene
Minkia: e si
mctober: max, fuito? hai visto mii? fra un po sara barone di roccalumera
Trafficante de cannelloni:Eccomi, stavo scrivendo una mail per L'AVVOCATO
mctober:vado via devo andare all'ospedale x analisi e domani sono a milano
Trafficante de cannelloni:ok, CIAO e stammi bene!
mctober: faro il possibile!
mctober: hola, como te va?
Trafficante de cannelloni: bien...
mctober: me alegro
Trafficante de cannelloni: bel casino... su fazio!?!
mctober: è un co....ne!!!! ma come si fa? certo che la finanza non è molto seria. mkt sempre il solito!!!
Trafficante de cannelloni:implacabile!
Minkia:hola!!! buongiorno console!
mctober:cavaliere del lavoro, come sta?
Minkia: molto bene, ho cambiato lavoro! raga non vi racconto niente, perchè altrmenti credete che vi stò a di cazzate
mctober:ora che sei Sir? e lavori alla Torre di Londra?
Minkia:no lavoro a sunningdale, vicino la tenuta di carlo. i like the way you move
mctober:perfetto ungherese il tuo!!!!!
Minkia:i know, cmq raga mi trovo molto bene qui in questo posto, peccato che dovrò pagare le tasse
mctober:bene, mi fa piacere ti trovi bene
Minkia:berto qui nessuno fà un cazzo; chi si imbosca a destra, chi a sinistra
mctober:pagare le tasse non hanno mai rovinato nessuno
Minkia:ciccio a me rompe i coglioni, ero abituato a prendere 1200 pound al mese
mctober:+ noto che gli inglesi non lavorano da almeno 300 anni
Minkia:adesso ne prenderò 1000. Gli inglesi non fanno un cazzo, te lo garantisco
mctober:lo so
Minkia:cmq qui mi hanno preso in simpatia tutti, nessuno escluso
mctober:ma insegnano sempre a tutti, tutto... veri paraculi del mondo!!!!
Minkia: ma sarà, ma qui il paraculo lo faccio io, faccio vedere che lavoro, ma in realtà non faccio un cazzo!
mctober:ti riesce bene?
Minkia: rispetto al precedente lavoro... alla grande! mi basta farli ridere e stano tutti tranquilli...
mctober:non ne dubitavo
Minkia: sono qui da 2 giorni e già tutti mi conoscono. ieri c'è stata una polacca che si è fatta spostare il turno per lavorare nel ristorante dove lavoro
mctober:uhm puzzo di sposa in agguato
Minkia:il manager ieri sera mi ha presentato a 2 inglesi, dicendo: "adesso abbiamo lo stallone italiano"
mctober:modestamente
Minkia:ma la cosa bella è che io non stò facendo un cazzo! fanno tutto loro,
io rido e basta!
mctober: nova
Minkia: diciamo, creo l'atmosfera e tutti lavorano bene. Ieri sera, quando ho smontato, un inglese è venuto da me e mi a detto che è stato un piacere lavorare con me per la prima volta ha lavorato senza stress. it's ok gli ho risposto, ma io non ho fatto un cazzo, credimi!basta un sorriso e qui ti compri tutti, sono freddi...
mctober:sembrano inglesi?
Minkia:e non sono abituati a vedere una persona solare. sono inglesi!
mctober: ahhhhh, grazie del chiarimento!
Minchia:poi ieri mattina ho lavorato con 2 coreane,mi hanno chiesto da dove venivo
mctober:polacche, coreane, brasiliane....tutti inglesi?
Minkia:naaaaaa, ci sono 7 inglesi in rota e poi 2 3 stranieri affianco nel senso in sala ci saranno sempre almeno 2 o 3 inglesi e altri 3 4 stranieri
mctober: come sara qui fra non molto
Minkia:si ma qui ci stanno i hattrini
mctober: oK
Trafficante de cannelloni:GRANDE MINKIA.... SEI UN PRINCIPE
Minkia:why?
mctober:lo faranno Lord
Minkia:fatemi imparare l'iglese e vedrai in un paio di mesi che cazzo combino qui
mctober: Sir Lombardo
Minkia: sfottete sfottete, vedrete cosa combino!
Trafficante de cannelloni:Minkia lo so che li SFONNI
mctober: non sfotto, è solo il tuo destino naturale dalla perfida albione
diventare baronetto, barone di roccalumera!!!! e suona anche bene
Minkia: e si
mctober: max, fuito? hai visto mii? fra un po sara barone di roccalumera
Trafficante de cannelloni:Eccomi, stavo scrivendo una mail per L'AVVOCATO
mctober:vado via devo andare all'ospedale x analisi e domani sono a milano
Trafficante de cannelloni:ok, CIAO e stammi bene!
mctober: faro il possibile!
martedì, luglio 26, 2005
Chi ha speculato sulla sterlina prima dell'attentato?
http://www.disinformazione.it
lunedì, luglio 25, 2005
La polizia ha sparato, per uccidere, otto volte!
Il giovane elettricista brasiliano, Jean Charles de Menezes, 27, che viveva a Londra da più di 3 anni, è stato colpito sette volte alla testa e una alla spalla.
Il cugino della vittima, Alex Pereira, ha dichiarato che la polizia deve pagare, altrimenti potrà uccidere migliaia di altre persone:
"They just kill the first person they see, that's what they did. They killed my cousin, they could kill anyone."
On Friday morning, Mr Menezes had left his flat in Tulse Hill and boarded a bus towards Stockwell Tube station to go to work. He had been followed by police, who had his block of flats under surveillance in the hunt for the group behind Thursday's attempted bombings.
When he was challenged by police in the Tube station, he fled, reportedly leaping the ticket barrier. Over the past year there have been an increased number of immigration checks at Tube stations - a policy widely reported in Brazilian papers in London.
Police chased him on to a Tube train where he was shot dead.
In Brazil, relatives are demanding answers to why Mr Menezes ran and why he was shot by police. Cousin Maria do Socorro, speaking before details about the visa emerged, said she thought the police had acted "like amateurs". She told BBC Radio 4's Today programme: "If you are going to have a war on terror, you have got to use brains to fight it not just brute force."
Friends of Mr Menezes in London said he had recently returned to Brazil for eight months to be with his father, who was being treated for cancer. Fausto Soares, 26, said Mr Menezes had been sending money to pay for the treatment and was concerned how the family would now cope financially.
BBC home affairs correspondent Danny Shaw said the type of visa Mr Menezes had been given would normally be valid for one-and-a-half to two years.
He said Mr Menezes had not renewed the visa, adding: "That wouldn't explain why he was shot, but it might provide an explanation as to why he ran away if - that is indeed what he did do." bbc news
Il cugino della vittima, Alex Pereira, ha dichiarato che la polizia deve pagare, altrimenti potrà uccidere migliaia di altre persone:
"They just kill the first person they see, that's what they did. They killed my cousin, they could kill anyone."
On Friday morning, Mr Menezes had left his flat in Tulse Hill and boarded a bus towards Stockwell Tube station to go to work. He had been followed by police, who had his block of flats under surveillance in the hunt for the group behind Thursday's attempted bombings.
When he was challenged by police in the Tube station, he fled, reportedly leaping the ticket barrier. Over the past year there have been an increased number of immigration checks at Tube stations - a policy widely reported in Brazilian papers in London.
Police chased him on to a Tube train where he was shot dead.
In Brazil, relatives are demanding answers to why Mr Menezes ran and why he was shot by police. Cousin Maria do Socorro, speaking before details about the visa emerged, said she thought the police had acted "like amateurs". She told BBC Radio 4's Today programme: "If you are going to have a war on terror, you have got to use brains to fight it not just brute force."
Friends of Mr Menezes in London said he had recently returned to Brazil for eight months to be with his father, who was being treated for cancer. Fausto Soares, 26, said Mr Menezes had been sending money to pay for the treatment and was concerned how the family would now cope financially.
BBC home affairs correspondent Danny Shaw said the type of visa Mr Menezes had been given would normally be valid for one-and-a-half to two years.
He said Mr Menezes had not renewed the visa, adding: "That wouldn't explain why he was shot, but it might provide an explanation as to why he ran away if - that is indeed what he did do." bbc news
giovedì, luglio 21, 2005
CHINA: YUAN MORE FLEXIBLE BASED ON CURRENCY BASKET
7:16am 07/21/05
China to value yuan against basket of currencies By Steve Goldstein
LONDON (MarketWatch) -- The People's Bank of China said it'll dropping its yuan-dollar peg in favor of one vs. a basket of currencies. The daily trading price of the dollar vs. the yuan will continue to be allowed to float within a band of 0.3%, while the trading prices of non-U.S. dollar currencies will be allowed to move in yet-to-be announced bands. "The People's Bank of China will make adjustment of the RMB exchange rate band when necessary according to market development as well as the economic and financial situation. The RMB exchange rate will be more flexible based on market condition with reference to a basket of currencies," it said.
7:11am 07/21/05 YEN UP 0.9% VS U.S. DOLLAR; ONE DOLLAR AT 111.69 YEN
7:10am 07/21/05 CHINA: YUAN MORE FLEXIBLE BASED ON CURRENCY BASKET
7:09am 07/21/05 CHINA TO SET RATE TO 8.11 YUAN PER DOLLAR ON THURSDAY
China to value yuan against basket of currencies By Steve Goldstein
LONDON (MarketWatch) -- The People's Bank of China said it'll dropping its yuan-dollar peg in favor of one vs. a basket of currencies. The daily trading price of the dollar vs. the yuan will continue to be allowed to float within a band of 0.3%, while the trading prices of non-U.S. dollar currencies will be allowed to move in yet-to-be announced bands. "The People's Bank of China will make adjustment of the RMB exchange rate band when necessary according to market development as well as the economic and financial situation. The RMB exchange rate will be more flexible based on market condition with reference to a basket of currencies," it said.
7:11am 07/21/05 YEN UP 0.9% VS U.S. DOLLAR; ONE DOLLAR AT 111.69 YEN
7:10am 07/21/05 CHINA: YUAN MORE FLEXIBLE BASED ON CURRENCY BASKET
7:09am 07/21/05 CHINA TO SET RATE TO 8.11 YUAN PER DOLLAR ON THURSDAY
lunedì, luglio 18, 2005
La bomba valutaria cinese
Le riserve valutarie di Pechino - che all’inizio dell’anno superavano di poco i $500 miliardi – potrebbero arrivare nel 2006 a $1000 miliardi.
Ormai la Cina e' una potenza tale che puo' tener testa alla Federal Reserve e condizionare le scelte degli Stati Uniti. Pechino può contare oggi su 700 milardi di riserve, grazie a un afflusso di 100 miliardi nel primo semestre 2005. Nel secondo ne potrebbe accumulare altri 100 nel 2006, con questo ritmo, arriverebbe a 1000. La crescita non deriva solo dal commercio estero, ma anche dagli acquisti speculativi di renmimbi, da parte di chi si aspetta una rivalutazione. Gli americani sono preoccupati e minacciano un dazio del 27,5 % sulle importazioni dalla Cina se non sarà rivalutato al più presto il cambio di almeno il 10%. Quel 27,5 è la percentuale di cui, secondo i tecnici americani, bisognerebbe rivalutare la moneta cinese. Ne consegue che la modesta rivalutazione del 10 per cento forse non basterà per ridurre il flusso di capitali verso il renmimbi. Al tempo stesso però nessuno dà per scontato che i cinesi accettino la richiesta di una rivalutazione maggiore. Ormai sono una potenza valutaria e possono tener testa alla Federal Reserve, fino a condizionarne le scelte. La Cina, oltre ad essere una potenza industriale, oramai dispone di una potente bomba valutaria...
Ormai la Cina e' una potenza tale che puo' tener testa alla Federal Reserve e condizionare le scelte degli Stati Uniti. Pechino può contare oggi su 700 milardi di riserve, grazie a un afflusso di 100 miliardi nel primo semestre 2005. Nel secondo ne potrebbe accumulare altri 100 nel 2006, con questo ritmo, arriverebbe a 1000. La crescita non deriva solo dal commercio estero, ma anche dagli acquisti speculativi di renmimbi, da parte di chi si aspetta una rivalutazione. Gli americani sono preoccupati e minacciano un dazio del 27,5 % sulle importazioni dalla Cina se non sarà rivalutato al più presto il cambio di almeno il 10%. Quel 27,5 è la percentuale di cui, secondo i tecnici americani, bisognerebbe rivalutare la moneta cinese. Ne consegue che la modesta rivalutazione del 10 per cento forse non basterà per ridurre il flusso di capitali verso il renmimbi. Al tempo stesso però nessuno dà per scontato che i cinesi accettino la richiesta di una rivalutazione maggiore. Ormai sono una potenza valutaria e possono tener testa alla Federal Reserve, fino a condizionarne le scelte. La Cina, oltre ad essere una potenza industriale, oramai dispone di una potente bomba valutaria...
venerdì, luglio 15, 2005
Mobbing ma de che?
la segretaria di mio padre è in malattia da 3 mesi e ora ha chiesto il 4 mese di seguito come congedo parentale.... cazzo, 4 mesi a casa, pagata per grattarsi lo sticchio! sicuramente poi il 5' mese se lo prenderà come ferie!
ovvio che non si trovi più nesuno disposto a farti un contratto di lavoro regolare a tempo indeterminato... ma chi te lo fa più, un pazzo masochista?
dice un mio amico... che quando tornerà la tipa (quando e se tornerà) la si deve trattare bene oppure ci fa causa per mobbing: "è la moda di oggi, non lo sai? se a un dipendente gli cambi le funzioni senza ragione, se gli crei situazione di difficolta ecc affinchè si rompa i coglioni e se ne vada, ti puo far causa per mobbing: conosco uno che è in causa e vuole 1.5 mld (in lire)
stressato, non dorme la notte ecc... Pensa che è lui che se ne è andato! 750,000 euro e rotti, per pagare lo psichiatra e i sonniferi? è carissimo il recupero psicologico!!!
sarò uno schiavista ma gli manderei la folgore a casa,
altro che il medico fiscale!
ovvio che non si trovi più nesuno disposto a farti un contratto di lavoro regolare a tempo indeterminato... ma chi te lo fa più, un pazzo masochista?
dice un mio amico... che quando tornerà la tipa (quando e se tornerà) la si deve trattare bene oppure ci fa causa per mobbing: "è la moda di oggi, non lo sai? se a un dipendente gli cambi le funzioni senza ragione, se gli crei situazione di difficolta ecc affinchè si rompa i coglioni e se ne vada, ti puo far causa per mobbing: conosco uno che è in causa e vuole 1.5 mld (in lire)
stressato, non dorme la notte ecc... Pensa che è lui che se ne è andato! 750,000 euro e rotti, per pagare lo psichiatra e i sonniferi? è carissimo il recupero psicologico!!!
sarò uno schiavista ma gli manderei la folgore a casa,
altro che il medico fiscale!
mercoledì, luglio 13, 2005
What do Mick Jagger, Arnold Schwarzenegger, and Alan Greenspan have in common?
They all majored in economics!
me too! :(
me too! :(
martedì, luglio 12, 2005
Nuovo record per il debito pubblico
Ad aprile, il debito pubbico italiano ha toccato quota 1.514,6 miliardi di euro, 13,5 miliardi e mezzo in più rispetto ai 1.501,1 miliardi di marzo, che rappresentava il precedente massimo. Dai dati contenuti nel supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia, emerge che in un anno il debito delle Amministrazioni pubbliche è cresciuto del 3,98%, pari a 58 miliardi di euro.
lunedì, luglio 11, 2005
il Controllo gli ingenui e gli sciocchi
"La maggior parte delle persone è guidata soltanto dall'emozione e dall'impulso. Chi di noi è dotato di razionalità deve creare 'illusioni necessarie' e 'ipersemplificazioni' di forte impatto emotivo per tenere sotto controllo gli ingenui e gli sciocchi ".
Reinhold Niebuhr, 'il teologo dell'establishment'...
a leading contemporary theologian and foreign policy critic Reinhold Niebuhr, sometimes called "the theologian of the establishment," the guru of George Kennan and the Kennedy intellectuals and others, put it that "rationality is a very narrowly restricted skill." Only a small number of people have it. Most people are guided by just emotion and impulse.
Those of us who have rationality have to create necessary illusions and emotionally potent over-simplifications to keep the naive simpletons more or less on course...
Propaganda By Noam Chomsky
Reinhold Niebuhr, 'il teologo dell'establishment'...
a leading contemporary theologian and foreign policy critic Reinhold Niebuhr, sometimes called "the theologian of the establishment," the guru of George Kennan and the Kennedy intellectuals and others, put it that "rationality is a very narrowly restricted skill." Only a small number of people have it. Most people are guided by just emotion and impulse.
Those of us who have rationality have to create necessary illusions and emotionally potent over-simplifications to keep the naive simpletons more or less on course...
Propaganda By Noam Chomsky
venerdì, luglio 08, 2005
giovedì, luglio 07, 2005
Attentato a Londra
il PANICO...
cazzo non riesco ad aprire il sito della REUTERS..... TROPPO TRAFFICO
Il catanese che sta a LONDRA MI HA MANDATO UN PAIO DI MESSAGGI
dice che lui tutto ok
ma londra è successo l'inferno
all'inizio dicevano che era un incidente della metro.... ma i BUS CHE SONO ESPLOSI?
Anche MINKIA sta BENE grazie a dio!
ora si innesca un mecanismo duro da correggere...
oltre 100 dollari?
(NY) - Goldman prevede uno "super spike"
del petrolio oltre i 100 dollari,
mentre Morgan Stanley si aspetta un crollo...
So who's right?
...
So who's right?
...
mercoledì, luglio 06, 2005
martedì, luglio 05, 2005
CURRICULUM VITAE di Massimo Giampietro
massimo.giampietro@gmail.com
+39 3923088328
Work Experiences
2009 - Private banker
2005-2008 - Promoter & partner of Giampietro Consulting.
1999-2005 - Financial Advisor and Execution Trader (Banca Sella). Primarily responsible for buying and selling derivatives, shares and bonds on behalf of private clients in the italian and foreign markets (Idem, Eurex, Cme).
2003-2004 – Financial Advisory to a Rome based financial firm (belonging to Mr. Leonardo Quagliata & Partners) concerning the evaluation of derivatives’ trading strategies and settlement.
1997-1998 – Trainee in Banca del Salento - Customer Relationship Management courses.
Education
Master: Postgraduate Programme in "Management of Energy Resources" - 8th edition – Safe -Energy Resources and Environmental Sustainability
University: Degree in Financial Economics (110/110), at “La Sapienza ” University, Rome .
High School: “Maturitá classica”, at Liceo Classico Orazio,Rome .
Training Programs
March 2004: Salon de l’Analyse Technique & Graphique des Marchés Financiers, 5ème édition. Paris.
April 2002: S.I.A.T. 3rd Convention (Societá Italiana Analisti Tecnici – “Italian Firm of Financial Technical Analysts”). Perugia.
June 1999: S.I.A.T. 2nd Convention. Vietri sul mare (Salerno).
October 1998: S.I.A.T. International Convention of Financial Technical Analysts. Rome.
Computer Literacy
All Windows applications currently used on job, as well as Bloomberg, Reuters, Tenfore, eSignal, Teleborsa.
Languages
Italian: Mother tongue
English: Fluent (written and oral): summer courses in Edimburg (1987), San Francisco (1991), London(1995).
Spanish: Fluent (written and oral): summer courses in Madrid in 1995.
German: Basic: 6 months in Switzerland (Zürich) in 1994.
Interest & Activities
I am an extremely keen traveller. Among others, I have been to Brasil in 2006, Argentina in 2004-2007, Cuba in 2000, Mexico 1993, Singapore, Malaysia and Thailand in 1992, California 1991 (where I also attended an English for International Business course).
I enjoy reading, eating out and meeting people.
+39 3923088328
Work Experiences
2009 - Private banker
2005-2008 - Promoter & partner of Giampietro Consulting.
1999-2005 - Financial Advisor and Execution Trader (Banca Sella). Primarily responsible for buying and selling derivatives, shares and bonds on behalf of private clients in the italian and foreign markets (Idem, Eurex, Cme).
2003-2004 – Financial Advisory to a Rome based financial firm (belonging to Mr. Leonardo Quagliata & Partners) concerning the evaluation of derivatives’ trading strategies and settlement.
1997-1998 – Trainee in Banca del Salento - Customer Relationship Management courses.
Education
Master: Postgraduate Programme in "Management of Energy Resources" - 8th edition – Safe -Energy Resources and Environmental Sustainability
University: Degree in Financial Economics (110/110), at “
High School: “Maturitá classica”, at Liceo Classico Orazio,
Training Programs
March 2004: Salon de l’Analyse Technique & Graphique des Marchés Financiers, 5ème édition. Paris.
April 2002: S.I.A.T. 3rd Convention (Societá Italiana Analisti Tecnici – “Italian Firm of Financial Technical Analysts”). Perugia.
June 1999: S.I.A.T. 2nd Convention. Vietri sul mare (Salerno).
October 1998: S.I.A.T. International Convention of Financial Technical Analysts. Rome.
Computer Literacy
All Windows applications currently used on job, as well as Bloomberg, Reuters, Tenfore, eSignal, Teleborsa.
Italian: Mother tongue
English: Fluent (written and oral): summer courses in Edimburg (1987), San Francisco (1991), London(1995).
Spanish: Fluent (written and oral): summer courses in Madrid in 1995.
German: Basic: 6 months in Switzerland (Zürich) in 1994.
Interest & Activities
I am an extremely keen traveller. Among others, I have been to Brasil in 2006, Argentina in 2004-2007, Cuba in 2000, Mexico 1993, Singapore, Malaysia and Thailand in 1992, California 1991 (where I also attended an English for International Business course).
I enjoy reading, eating out and meeting people.
domenica, luglio 03, 2005
La sfida cinese
Gli investimenti dei Cinesi in America (come le offerte per Maytag and Unocal) destano molte più preoccupazioni degli investimenti Giapponesi di una quindicina di anni fa...
come sostiene Paul Krugman sul NY Times:
The Chinese Challenge By Paul Krugman
(The New York Times, Monday 27 June 2005)
Fifteen years ago, when Japanese companies were busily buying up chunks of corporate America, I was one of those urging Americans not to panic. You might therefore expect me to offer similar soothing words now that the Chinese are doing the same thing. But the Chinese challenge - highlighted by the bids for Maytag and Unocal - looks a lot more serious than the Japanese challenge ever did.
There's nothing shocking per se about the fact that Chinese buyers are now seeking control over some American companies. After all, there's no natural law that says Americans will always be in charge. Power usually ends up in the hands of those who hold the purse strings. America, which imports far more than it exports, has been living for years on borrowed funds, and lately China has been buying many of our I.O.U.'s.
Until now, the Chinese have mainly invested in U.S. government bonds. But bonds yield neither a high rate of return nor control over how the money is spent. The only reason for China to acquire lots of U.S. bonds is for protection against currency speculators - and at this point China's reserves of dollars are so large that a speculative attack on the dollar looks far more likely than a speculative attack on the yuan.
So it was predictable that, sooner or later, the Chinese would stop buying so many dollar bonds. Either they would stop buying American I.O.U.'s altogether, causing a plunge in the dollar, or they would stop being satisfied with the role of passive financiers, and demand the power that comes with ownership. And we should be relieved that at least for now the Chinese aren't dumping their dollars; they're using them to buy American companies.
Yet there are two reasons that Chinese investment in America seems different from Japanese investment 15 years ago.
One difference is that, judging from early indications, the Chinese won't squander their money as badly as the Japanese did.
The Japanese, back in the day, tended to go for prestige investments - Rockefeller Center, movie studios - that transferred lots of money to the American sellers, but never generated much return for the buyers. The result was, in effect, a subsidy to the United States.
The Chinese seem shrewder than that. Although Maytag is a piece of American business history, it isn't a prestige buy for Haier, the Chinese appliance manufacturer. Instead, it's a reasonable way to acquire a brand name and a distribution network to serve Haier's growing manufacturing capability.
That doesn't mean that America will lose from the deal. Maytag's stockholders will gain, and the company will probably shed fewer American workers under Chinese ownership than it would have otherwise. Still, the deal won't be as one-sided as the deals with the Japanese often were.
The more important difference from Japan's investment is that China, unlike Japan, really does seem to be emerging as America's strategic rival and a competitor for scarce resources - which makes last week's other big Chinese offer more than just a business proposition.
The China National Offshore Oil Corporation, a company that is 70 percent owned by the Chinese government, is seeking to acquire control of Unocal, an energy company with global reach. In particular, Unocal has a history - oddly ignored in much reporting on the Chinese offer - of doing business with problematic regimes in difficult places, including the Burmese junta and the Taliban. One indication of Unocal's reach: Zalmay Khalilzad, who was U.S. ambassador to Afghanistan for 18 months and was just confirmed as ambassador to Iraq, was a Unocal consultant.
Unocal sounds, in other words, like exactly the kind of company the Chinese government might want to control if it envisions a sort of "great game" in which major economic powers scramble for access to far-flung oil and natural gas reserves. (Buying a company is a lot cheaper, in lives and money, than invading an oil-producing country.) So the Unocal story gains extra resonance from the latest surge in oil prices.
If it were up to me, I'd block the Chinese bid for Unocal. But it would be a lot easier to take that position if the United States weren't so dependent on China right now, not just to buy our I.O.U.'s, but to help us deal with North Korea now that our military is bogged down in Iraq.
come sostiene Paul Krugman sul NY Times:
The Chinese Challenge By Paul Krugman
(The New York Times, Monday 27 June 2005)
Fifteen years ago, when Japanese companies were busily buying up chunks of corporate America, I was one of those urging Americans not to panic. You might therefore expect me to offer similar soothing words now that the Chinese are doing the same thing. But the Chinese challenge - highlighted by the bids for Maytag and Unocal - looks a lot more serious than the Japanese challenge ever did.
There's nothing shocking per se about the fact that Chinese buyers are now seeking control over some American companies. After all, there's no natural law that says Americans will always be in charge. Power usually ends up in the hands of those who hold the purse strings. America, which imports far more than it exports, has been living for years on borrowed funds, and lately China has been buying many of our I.O.U.'s.
Until now, the Chinese have mainly invested in U.S. government bonds. But bonds yield neither a high rate of return nor control over how the money is spent. The only reason for China to acquire lots of U.S. bonds is for protection against currency speculators - and at this point China's reserves of dollars are so large that a speculative attack on the dollar looks far more likely than a speculative attack on the yuan.
So it was predictable that, sooner or later, the Chinese would stop buying so many dollar bonds. Either they would stop buying American I.O.U.'s altogether, causing a plunge in the dollar, or they would stop being satisfied with the role of passive financiers, and demand the power that comes with ownership. And we should be relieved that at least for now the Chinese aren't dumping their dollars; they're using them to buy American companies.
Yet there are two reasons that Chinese investment in America seems different from Japanese investment 15 years ago.
One difference is that, judging from early indications, the Chinese won't squander their money as badly as the Japanese did.
The Japanese, back in the day, tended to go for prestige investments - Rockefeller Center, movie studios - that transferred lots of money to the American sellers, but never generated much return for the buyers. The result was, in effect, a subsidy to the United States.
The Chinese seem shrewder than that. Although Maytag is a piece of American business history, it isn't a prestige buy for Haier, the Chinese appliance manufacturer. Instead, it's a reasonable way to acquire a brand name and a distribution network to serve Haier's growing manufacturing capability.
That doesn't mean that America will lose from the deal. Maytag's stockholders will gain, and the company will probably shed fewer American workers under Chinese ownership than it would have otherwise. Still, the deal won't be as one-sided as the deals with the Japanese often were.
The more important difference from Japan's investment is that China, unlike Japan, really does seem to be emerging as America's strategic rival and a competitor for scarce resources - which makes last week's other big Chinese offer more than just a business proposition.
The China National Offshore Oil Corporation, a company that is 70 percent owned by the Chinese government, is seeking to acquire control of Unocal, an energy company with global reach. In particular, Unocal has a history - oddly ignored in much reporting on the Chinese offer - of doing business with problematic regimes in difficult places, including the Burmese junta and the Taliban. One indication of Unocal's reach: Zalmay Khalilzad, who was U.S. ambassador to Afghanistan for 18 months and was just confirmed as ambassador to Iraq, was a Unocal consultant.
Unocal sounds, in other words, like exactly the kind of company the Chinese government might want to control if it envisions a sort of "great game" in which major economic powers scramble for access to far-flung oil and natural gas reserves. (Buying a company is a lot cheaper, in lives and money, than invading an oil-producing country.) So the Unocal story gains extra resonance from the latest surge in oil prices.
If it were up to me, I'd block the Chinese bid for Unocal. But it would be a lot easier to take that position if the United States weren't so dependent on China right now, not just to buy our I.O.U.'s, but to help us deal with North Korea now that our military is bogged down in Iraq.
martedì, giugno 28, 2005
Petrolio verso "quota 80" ???
Rivivremo lo choc di trent´anni fa? Molti credono a una crisi mondiale imminente.
Il petrolio supera i 60 dollari a barile e i pessimisti ormai considerano ripetibile la "quota 80", il prezzo che fu raggiunto nei drammatici choc energetici di trent´anni fa. Tre eventi possono spiegare il nuovo record: 1) la vittoria di un falco in Iran peggiora la tensione nel Golfo; 2) la Cina, sempre più assetata di energia ha lanciato una storica Opa su una compagnia petrolifera americana; 3) è in atto da mesi il recupero del dollaro sull´euro, che amplifica gli effetti del rincaro sull´economia italiana.
Il risultato delle elezioni iraniane che hanno incoronato un estremista antioccidentale, aggrava l´instabilità geopolitica nella regione del mondo che è la principale fonte di petrolio. Nello scenario più catastrofico la prosecuzione del programma nucleare di Teheran - "l´atomica degli ayatollah" - può sfociare in un attacco militare di Israele o degli Usa, con serie conseguenze sui flussi di approvvigionamenti petroliferi dal Golfo persico. La vittoria di Ahmadinejad cancella le speranze di un disgelo politico fra Teheran e Washington, che poteva sbloccare gli investimenti occidentali necessari per modernizzare gli impianti e aumentare la capacità di estrazione. In Iran infatti, come nel devastato Iraq, la produzione di petrolio resta molto inferiore alle potenzialità, per dei limiti strutturali legati da una carenza di investimenti. C´è un´altra strozzatura industriale che limita l´offerta di benzina e gasolio e fa esplodere i prezzi: nonostante la lunga galoppata al rialzo, le compagnie petrolifere dei paesi ricchi hanno investito poco per potenziare le raffinerie. Le multinazionali del settore si comportano come se non credessero che il boom mondiale dei consumi energetici durerà a lungo, e quindi non vogliono esporsi accumulando troppa capacità di raffinazione. Siamo sicuri che sbaglino le loro previsioni? Stanno sottovalutando la tenuta dell´economia americana e il vigore della crescita cinese? O invece "sanno" qualcosa che noi non sappiamo? Il comportamento delle multinazionali petrolifere è parallelo a quello dei mercati finanziari che continuano a mantenere tassi d´interesse a lungo termine molto bassi: sembra che molti scommettano su una crisi mondiale imminente. Possono sbagliarsi, ma a volte queste profezie hanno il potere di autoavverarsi. A furia di spingere al rialzo il costo dell´energia, c´è il rischio che la Cina non riesca più a sfornare ritmi di crescita del 9% annuo, e che gli Usa non "tengano" alla loro velocità di equilibrio del 3%. Se il mondo rallenta l´Europa continentale, che è già a crescita zero, finirà ancora peggio. Gli ultimi due choc energetici avvennero nel 1974 e nel 1977, spedirono il petrolio oltre 80 dollari al barile (in valore attuale), e furono gli anni più duri dopo la seconda guerra mondiale. Crearono il mostro della stagflazione: stagnazione economica, alta disoccupazione, aggravata da un´inflazione a due cifre che distruggeva il potere d´acquisto dei consumatori. Allora la lira debole mise in ginocchio l´Italia, ma anche oggi, se l´euro dovesse continuare a perdere quota sul dollaro, la bolletta energetica sarà ingigantita... con buona pace dei nostalgici delle svalutazioni! A dispetto delle previsioni più catastrofiste, la Cina continua per ora a essere la locomotiva dello sviluppo mondiale e il suo boom economico è una delle cause di lungo termine del rincaro petrolifero (+67% in un anno). La sete di energia spiega la mossa clamorosa del governo cinese che ha autorizzato l´azienda pubblica Cnooc a lanciare una scalata da 18,5 miliardi di dollari sulla compagnia petrolifera californiana Unocal, che controlla ricchi giacimenti anche nel Sudest asiatico. Ma petrolio e gas sono materie prime liberamente scambiate sui mercati. Non occorre comprarsi una compagnia petrolifera per avere accesso all´energia che essa vende. Da questo punto di vista la Cina userebbe meglio quei 18,5 miliardi accelerando il suo programma di centrali nucleari. Il controllo diretto delle riserve petrolifere diventa necessario solo in situazioni estreme, come una guerra. Perciò l´accanimento con cui i cinesi perseguono l´acquisto di Unocal, e lo speculare dibattito «strategico» che questa mossa scatena in America, suonano come un altro segnale poco rassicurante per il futuro.
Per capire le vicende del mercato petrolifero è bene non dimenticare un ultimo elemento del paesaggio attuale, a cui siamo talmente abituati da trascurarne il peso. Alla Casa Bianca c´è un presidente che viene dallo oil business texano. Il vicepresidente per anni ha diretto l´azienda petrolifera Halliburton. Il segretario di Stato sedette nel consiglio d´amministrazione della Chevron, che ha battezzato "Condoleeza" una superpetroliera. Exxon, Chevron e tutte le "sorelle" petrolifere dominano la classifica delle capitalizzazioni di Borsa.
L´Amministrazione Bush nega che esista un problema di surriscaldamento climatico. Le politiche di riduzione dei consumi energetici, gli incentivi al risparmio e all´uso di tecnologie verdi, sono stati abbandonati o ridimensionati. Al governo della superpotenza mondiale c´è un gruppo dirigente che di fronte al barile di greggio a 60 dollari si dice: qual è il problema?
L'unica nota positiva è che a questi prezzi risultano convenienti molte risorse energetiche alternative.... e speriamo che l'Europa trovi la forza per investire su strategie di lungo periodo!
Il petrolio supera i 60 dollari a barile e i pessimisti ormai considerano ripetibile la "quota 80", il prezzo che fu raggiunto nei drammatici choc energetici di trent´anni fa. Tre eventi possono spiegare il nuovo record: 1) la vittoria di un falco in Iran peggiora la tensione nel Golfo; 2) la Cina, sempre più assetata di energia ha lanciato una storica Opa su una compagnia petrolifera americana; 3) è in atto da mesi il recupero del dollaro sull´euro, che amplifica gli effetti del rincaro sull´economia italiana.
Il risultato delle elezioni iraniane che hanno incoronato un estremista antioccidentale, aggrava l´instabilità geopolitica nella regione del mondo che è la principale fonte di petrolio. Nello scenario più catastrofico la prosecuzione del programma nucleare di Teheran - "l´atomica degli ayatollah" - può sfociare in un attacco militare di Israele o degli Usa, con serie conseguenze sui flussi di approvvigionamenti petroliferi dal Golfo persico. La vittoria di Ahmadinejad cancella le speranze di un disgelo politico fra Teheran e Washington, che poteva sbloccare gli investimenti occidentali necessari per modernizzare gli impianti e aumentare la capacità di estrazione. In Iran infatti, come nel devastato Iraq, la produzione di petrolio resta molto inferiore alle potenzialità, per dei limiti strutturali legati da una carenza di investimenti. C´è un´altra strozzatura industriale che limita l´offerta di benzina e gasolio e fa esplodere i prezzi: nonostante la lunga galoppata al rialzo, le compagnie petrolifere dei paesi ricchi hanno investito poco per potenziare le raffinerie. Le multinazionali del settore si comportano come se non credessero che il boom mondiale dei consumi energetici durerà a lungo, e quindi non vogliono esporsi accumulando troppa capacità di raffinazione. Siamo sicuri che sbaglino le loro previsioni? Stanno sottovalutando la tenuta dell´economia americana e il vigore della crescita cinese? O invece "sanno" qualcosa che noi non sappiamo? Il comportamento delle multinazionali petrolifere è parallelo a quello dei mercati finanziari che continuano a mantenere tassi d´interesse a lungo termine molto bassi: sembra che molti scommettano su una crisi mondiale imminente. Possono sbagliarsi, ma a volte queste profezie hanno il potere di autoavverarsi. A furia di spingere al rialzo il costo dell´energia, c´è il rischio che la Cina non riesca più a sfornare ritmi di crescita del 9% annuo, e che gli Usa non "tengano" alla loro velocità di equilibrio del 3%. Se il mondo rallenta l´Europa continentale, che è già a crescita zero, finirà ancora peggio. Gli ultimi due choc energetici avvennero nel 1974 e nel 1977, spedirono il petrolio oltre 80 dollari al barile (in valore attuale), e furono gli anni più duri dopo la seconda guerra mondiale. Crearono il mostro della stagflazione: stagnazione economica, alta disoccupazione, aggravata da un´inflazione a due cifre che distruggeva il potere d´acquisto dei consumatori. Allora la lira debole mise in ginocchio l´Italia, ma anche oggi, se l´euro dovesse continuare a perdere quota sul dollaro, la bolletta energetica sarà ingigantita... con buona pace dei nostalgici delle svalutazioni! A dispetto delle previsioni più catastrofiste, la Cina continua per ora a essere la locomotiva dello sviluppo mondiale e il suo boom economico è una delle cause di lungo termine del rincaro petrolifero (+67% in un anno). La sete di energia spiega la mossa clamorosa del governo cinese che ha autorizzato l´azienda pubblica Cnooc a lanciare una scalata da 18,5 miliardi di dollari sulla compagnia petrolifera californiana Unocal, che controlla ricchi giacimenti anche nel Sudest asiatico. Ma petrolio e gas sono materie prime liberamente scambiate sui mercati. Non occorre comprarsi una compagnia petrolifera per avere accesso all´energia che essa vende. Da questo punto di vista la Cina userebbe meglio quei 18,5 miliardi accelerando il suo programma di centrali nucleari. Il controllo diretto delle riserve petrolifere diventa necessario solo in situazioni estreme, come una guerra. Perciò l´accanimento con cui i cinesi perseguono l´acquisto di Unocal, e lo speculare dibattito «strategico» che questa mossa scatena in America, suonano come un altro segnale poco rassicurante per il futuro.
Per capire le vicende del mercato petrolifero è bene non dimenticare un ultimo elemento del paesaggio attuale, a cui siamo talmente abituati da trascurarne il peso. Alla Casa Bianca c´è un presidente che viene dallo oil business texano. Il vicepresidente per anni ha diretto l´azienda petrolifera Halliburton. Il segretario di Stato sedette nel consiglio d´amministrazione della Chevron, che ha battezzato "Condoleeza" una superpetroliera. Exxon, Chevron e tutte le "sorelle" petrolifere dominano la classifica delle capitalizzazioni di Borsa.
L´Amministrazione Bush nega che esista un problema di surriscaldamento climatico. Le politiche di riduzione dei consumi energetici, gli incentivi al risparmio e all´uso di tecnologie verdi, sono stati abbandonati o ridimensionati. Al governo della superpotenza mondiale c´è un gruppo dirigente che di fronte al barile di greggio a 60 dollari si dice: qual è il problema?
L'unica nota positiva è che a questi prezzi risultano convenienti molte risorse energetiche alternative.... e speriamo che l'Europa trovi la forza per investire su strategie di lungo periodo!
mercoledì, giugno 22, 2005
Berlusconi PLAYBOY
sabato, giugno 18, 2005
Birra, Sangria, Ron, Cocktails
Birra, Sangria, Ron, Cocktails ........
LOS CACIQUES vi aspettano...
18 giugno 2005....
Sarà un evento!
il Barman,
detto Spugna, ha preparato:
70 litri di birra
30 litri di coca cola
20 litri di sangría
20 litri di succhi di frutta
18 litri di ron
8 litri di vodka
6 litri di gin
2 litri di martini rosso
2 litri di martini bianco
Baileys
Cointreau
qualche Prosecco,
Tequila
e ...
1/2 litro di acqua!!!
FESTA del 18 giugno 2005
Summer Party o Festa dell'Estate o Festa del Fogone* (2nd edition)!!!
(* a qualcuno piace chiamarla così e pochi sanno il perchè!)
Musica & amici da tutto il mondo
Tanta Birra, Sangria, Ron, Cocktails e ........... il FOGONE?
LOS CACIQUES vi aspettano...
NON POTETE MANCARE
... Sarà un evento!
18 giugno 2005.
venerdì, giugno 17, 2005
oltre 100 alla FESTA?
Sono già arrivati i primi partecipanti dall'estero...
mi raccomando:
Uomini, portate il pareo
Donne, il costume da bagno!
Sarà una festa stupenda!
siete ancora in tempo per unirvi a noi!!
Summer Party o Festa dell'Estate o Festa del Fogone* (2nd edition)!!!
Musica & amici da tutto il mondo
Tanta Birra, Sangria, Ron, Cocktails e ........... il FOGONE?
LOS CACIQUES vi aspettano...
NON POTETE MANCARE
... Sarà un evento!
18 giugno 2005.
martedì, giugno 14, 2005
Summer Party Festa dell'Estate Fiesta del Verano Festa del Fogone Fiesta del Fogón...
Mancano solo 4 giorni per la festa al mare ed è quasi TUTTO pronto!
Quattro diversi dj's suoneranno musica per tutti,
Due Barman pronti a fare acrobazie tutta la notte!
Due Barman pronti a fare acrobazie tutta la notte!
siamo giá più di 80 confermati !!!
molti vengono da lontano...
Vieni anche tu?
Te sumas a la fiesta?
Summer Party ... Second edition
Festa dell'Estate
Fiesta del Verano
Festa del Fogone
Fiesta del Fogón...
LOS CACIQUES vi aspettano...
molti vengono da lontano...
Vieni anche tu?
Te sumas a la fiesta?
Summer Party ... Second edition
Festa dell'Estate
Fiesta del Verano
Festa del Fogone
Fiesta del Fogón...
LOS CACIQUES vi aspettano...
venerdì, giugno 10, 2005
La classe di una grande uomo di stato...
ECCO l'unico, inimitabile e insuperabile Silvio!
il mio amico di dublino suggerisce al Centro Sinistra di "Tappezzare le citta' con codesta perla e non aggiungere altro. Per quanto siate incapaci di scrivere uno straccio di programma vincerete ugualmente. Che per fortuna e' assolutamente impossibile un Governo peggiore di questo..."
Iil contesto era questo: riporto direttamente la citazione di sivio banana medesimo:
"Un giorno sono andato a far visita a mia madre per il suo compleanno. Colpito dall'enorme quantita' di fiori che aveva ricevuto, dissi che tanta gente le voleva bene. Lei mi rispose che in realta' questi fiori erano dovuti alle tante persone che volevano bene a me. 'Non e' proprio cosi", gli ho detto, "visto che poco prima per strada una persona mi ha alzato il dito medio. Questa e' la dimostrazione che non tutti mi vogliono bene". Ma lei mi ha risposto: 'Al contrario, Silvio, quel gesto e' la dimostrazione che sei considerato il numero uno, il piu' bravo di tutti...' A questo punto -conclude sorridendo il Cavaliere- l'ho abbracciata, perche' la mamma e' sempre la mamma..."
che classe!
How to Stock Your Bar for a Party?
How Much and of What?
quanti litri di BIRRA??? Sangría???
quante bottiglie di RON???
di Vodka? Gin?

Come diceva il nonno...
"Melius abundare quam deficere"
(Mejor es que sobre que no que falte )
pensa el barman,
max,
panini,
trafficantedecannelloni!
un QUASI argentino come il BARMAN 2...

...............va be lui è ancora un ragazzino!
quanti litri di BIRRA??? Sangría???
quante bottiglie di RON???
di Vodka? Gin?
Come diceva il nonno...
"Melius abundare quam deficere"
(Mejor es que sobre que no que falte )
pensa el barman,
max,
panini,
trafficantedecannelloni!
un QUASI argentino come il BARMAN 2...
...............va be lui è ancora un ragazzino!
giovedì, giugno 09, 2005
GINO STRADA - Pappagalli verdi
Gino Strada arriva quando tutti scappano, quando la guerra esplode nella sua lucida follia. Guerre che per lo più hanno un lungo strascico di sangue dopo la fine ufficiale dei conflitti: quando pastori e donne vengono dilaniati dalle tante mine antiuomo disseminate per le rotte della transumanza, o quando i bambini raccolgono strani oggetti lanciati dagli elicotteri sui loro villaggi: pappagalli verdi, li chiamano i vecchi afgani… In questo libro, che porta come sottotitolo Cronache di un chirurgo di guerra, Gino Strada mette a nudo le immagini più vivide, talvolta i ricordi più strazianti, le amarezze continue della sua esperienza... [dalla Prefazione di Moni Ovadia a "Pappagalli verdi"]
La "quotidianità della tragedia" é questa: ogni venti minuti nel mondo una mina esplode e i 50 o 100 grammi di tritolo che contiene vengono sparati a incredibile velocità, ferendo, mutilando, uccidendo esseri inermi che stanno camminando in un prato, portando il gregge al pascolo, giocando nel cortile di casa, zappando la terra. Due bambini raccolgono un pezzo di ferro e, contenti, vanno al mercato dove forse potranno barattarlo con un tozzo di pane: passando da una mano all’altro, quel pezzo di ferro esplode.
Diceva Saddam Hussein nell’ottobre 1991, all’indomani del ritiro dalla regione kurda dell’Iraq: "Noi ce ne siamo andati, ma il nostro esercito è rimasto lì." E alludeva alle mine antipersona (dieci milioni, tre per ogni abitante nel Kurdistan iracheno), alla sua armata invisibile fatta di italianissime Valmara 69 e VS-50. Mine la cui produzione e il cui commercio sono stati finalmente proibiti dalla legge 374 del 22 ottobre 1997, approvata anche grazie a una campagna di pressione di Emergency, l’organizzazione umanitaria fondata da Strada a Milano nel 1994 e alla quale sono devoluti i diritti d’autore di questo libro.
Accanto alle mine italiane, ecco il modello PFM-1 di fabbricazione russa, i "pappagalli verdi". In Afghanistan i sovietici ne lanciavano a migliaia dagli elicotteri; grazie alle "ali" di cui erano dotate, queste mine anziché cadere a grappolo in un unico punto si disperdevano come volantini su un’ampia superficie. I militari sovietici affermavano che quelle mine erano fatte in quel modo per sole ragioni tecniche e non perché dovessero assomigliare a un giocattolo. Cioè, precisavano indignati i progettisti, non erano fatte apposta per attirare i bambini. Però li attiravano. E i bambini se le portavano a casa, se le scambiano come fossero figurine, finché sulle "ali" veniva esercitata un po’ di pressione e si verificava l’esplosione. Strategia di guerra: più bambini muoiono o rimangono ciechi o monchi o sfigurati, più la popolazione civile terrorizzata cesserà ogni resistenza. A partire dalla metà del secolo, il 90% delle vittime dei conflitti erano civili estranei ai combattimenti; in Afghanistan il 34% di queste erano bambini.
Cosa è che ha portato Strada a essere l’opposto di un barone universitario o di un chirurgo dai guadagni miliardari? Certo, la passione per il lavoro e la fortuna di essere pagato per fare ciò che piace (in contesti, peraltro, allucinanti). Ma anche e soprattutto quelle "idee di solidarietà, di consapevolezza di essere in qualche modo in debito verso i più sventurati della terra". Scrive Strada: "Molti di loro non sopravvivono. Non riescono a sopportare il lungo viaggio sulle montagne, a dorso di mulo, qualche volta stesi su un carretto. Arrivano sporchi e sfiniti al nostro ospedale, con il turbante e la barba pieni di terra, i vestiti stracciati e incrostati di sangue. E’ giusto che ci sia qualcuno ad aspettarli, è umano".
Se dovessimo scegliere alcuni dei momenti essenziali di questo diario, prenderemmo quelli in cui Gino Strada sfoga la sua indignazione e il suo disprezzo nei confronti di coloro che dopo aver subito lutti e tormenti senza fine ad opera del potere centrale o di una potenza occupante, non appena "liberi" hanno iniziato a combattere tra di loro. Strada si è trovato nel Kurdistan iracheno e nella capitale afghana, Kabul, in momenti del genere. E, resistendo alla tentazione di maledire tutti quanti e tornarsene a Milano, ha cercato di ritagliare almeno per il proprio ospedale una zona neutrale, in cui poter soccorrere i feriti di una parte e dell’altra.
E a proposito di ospedali, concludiamo ricordando che Strada ha lavorato anche al Koshevo di Sarajevo, dove il dottor Karadzic era un l’insigne psichiatra. Un giorno l’insigne psichiatra, i tecnici, gli infermieri e i portantini della sua etnia non si presentano più in ospedale. Una settimana dopo saranno tutti sulle colline intorno a Sarajevo, a bombardare il loro reparto e i loro stessi colleghi...
Diceva Saddam Hussein nell’ottobre 1991, all’indomani del ritiro dalla regione kurda dell’Iraq: "Noi ce ne siamo andati, ma il nostro esercito è rimasto lì." E alludeva alle mine antipersona (dieci milioni, tre per ogni abitante nel Kurdistan iracheno), alla sua armata invisibile fatta di italianissime Valmara 69 e VS-50. Mine la cui produzione e il cui commercio sono stati finalmente proibiti dalla legge 374 del 22 ottobre 1997, approvata anche grazie a una campagna di pressione di Emergency, l’organizzazione umanitaria fondata da Strada a Milano nel 1994 e alla quale sono devoluti i diritti d’autore di questo libro.
Accanto alle mine italiane, ecco il modello PFM-1 di fabbricazione russa, i "pappagalli verdi". In Afghanistan i sovietici ne lanciavano a migliaia dagli elicotteri; grazie alle "ali" di cui erano dotate, queste mine anziché cadere a grappolo in un unico punto si disperdevano come volantini su un’ampia superficie. I militari sovietici affermavano che quelle mine erano fatte in quel modo per sole ragioni tecniche e non perché dovessero assomigliare a un giocattolo. Cioè, precisavano indignati i progettisti, non erano fatte apposta per attirare i bambini. Però li attiravano. E i bambini se le portavano a casa, se le scambiano come fossero figurine, finché sulle "ali" veniva esercitata un po’ di pressione e si verificava l’esplosione. Strategia di guerra: più bambini muoiono o rimangono ciechi o monchi o sfigurati, più la popolazione civile terrorizzata cesserà ogni resistenza. A partire dalla metà del secolo, il 90% delle vittime dei conflitti erano civili estranei ai combattimenti; in Afghanistan il 34% di queste erano bambini.
Cosa è che ha portato Strada a essere l’opposto di un barone universitario o di un chirurgo dai guadagni miliardari? Certo, la passione per il lavoro e la fortuna di essere pagato per fare ciò che piace (in contesti, peraltro, allucinanti). Ma anche e soprattutto quelle "idee di solidarietà, di consapevolezza di essere in qualche modo in debito verso i più sventurati della terra". Scrive Strada: "Molti di loro non sopravvivono. Non riescono a sopportare il lungo viaggio sulle montagne, a dorso di mulo, qualche volta stesi su un carretto. Arrivano sporchi e sfiniti al nostro ospedale, con il turbante e la barba pieni di terra, i vestiti stracciati e incrostati di sangue. E’ giusto che ci sia qualcuno ad aspettarli, è umano".
Se dovessimo scegliere alcuni dei momenti essenziali di questo diario, prenderemmo quelli in cui Gino Strada sfoga la sua indignazione e il suo disprezzo nei confronti di coloro che dopo aver subito lutti e tormenti senza fine ad opera del potere centrale o di una potenza occupante, non appena "liberi" hanno iniziato a combattere tra di loro. Strada si è trovato nel Kurdistan iracheno e nella capitale afghana, Kabul, in momenti del genere. E, resistendo alla tentazione di maledire tutti quanti e tornarsene a Milano, ha cercato di ritagliare almeno per il proprio ospedale una zona neutrale, in cui poter soccorrere i feriti di una parte e dell’altra.
E a proposito di ospedali, concludiamo ricordando che Strada ha lavorato anche al Koshevo di Sarajevo, dove il dottor Karadzic era un l’insigne psichiatra. Un giorno l’insigne psichiatra, i tecnici, gli infermieri e i portantini della sua etnia non si presentano più in ospedale. Una settimana dopo saranno tutti sulle colline intorno a Sarajevo, a bombardare il loro reparto e i loro stessi colleghi...
lunedì, giugno 06, 2005
4 si al referendum del 12 e 13 giugno
2° Per la tutela della salute della donna
3° Per l'autodeterminazione e la libertà di scelta
4° Per la fecondazione eterologa
VOTA E FAI VOTARE
SI SI SI SI
Il referendum: ti sta davvero a cuore, non è così?
VASCO ROSSI: Molto, vorrei che la legge attuale in materia di procreazione assistita venisse cambiata per avvicinarla all’umanità, ai suoi bisogni. Non si può continuare a fare leggi con la presunzione di educare, chi educa chi? Non siamo bambocci, l’umanità non è fatta di bambocci, non abbiamo bisogno di muri che ci indichino la strada, la vediamo da soli, sappiamo quando è bene e quando è male, abbiamo coscienza. Una legge come quella affrontata dal referendum è una legge che dice alle donne e agli uomini: voi non avete coscienza, ci penso io. Poi cosa inventano per non riconoscerci la coscienza? L’astensionismo. Fanno cioè conto su quel 20% sicuro e fisiologico di gente che a votare non ci va, per invalidare il referendum. Ma ti pare una cosa seria? Un amico mi ha suggerito: sono scherzi da prete. Prova a dire di no. Non è un modo scorretto di sostenere la propria convinzione? Sarà il caso di rivedere i meccanismi referendari, così non si può andare avanti, è una questione di democrazia reale.
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