sabato, maggio 05, 2007

Salvare il mondo costa solo lo 0.12% del Pil

Dopo aver esaminato le prove e gli effetti devastanti del riscaldamento globale, gli esperti dell'IPPC (l'Intergovernmental Panel on Climate Change è un network di 2,000 scienziati da oltre 110 paesi), hanno concluso la conferenza di Bangkok con un nuovo rapporto: una "road map" per evitare la catastrofe climatica globale.
È necessario, infatti, invertire la tendenza prima di superare la soglia di irreversibilità. Le emissioni mondiali di gas climalteranti devono diminuire a partire dal 2015, per limitare l'aumento della temperatura media del pianeta a circa 2 gradi centigradi oltre i livelli pre-industriali. Il rapporto afferma che per stabilizzare le emissioni di gas a effetto serra e contenere l’aumento della temperatura del pianeta entro i 2 gradi centigradi dovremo rinunciare al 3% del PIL del 2030: il costo equivale a rinunciare “solo” allo 0.12 % del PIL mondiale annuo fino al 2030. Lo scorso ottobre, il Rapporto Stern aveva stimato i costi derivanti dagli impatti nel caso dell'inattività, pari ad uno “spaventoso” 20% del PIL mondiale. La principale conclusione del Rapporto Stern era stata, quindi, che i costi di una immediata azione per contrastare il cambiamento climatico sono inferiori ai danni altrimenti provocati dall’impatto, under business as usual.
L'UE si è gia impegnata a ridurre, in maniera unilaterale, di almeno il 20% nel 2020 le proprie emissioni di gas serra rispetto al loro livello del 1990 e si é anche detta pronta ad arrivare fino al 30%, nel quadro di un accordo internazionale che subentri al protocollo di Kyoto, che scade nel 2012.
Il rapporto ONU sottolinea i notevoli risultati del protocollo di Kyoto, che ha creato un mercato internazionale del carbonio e prevede che una minore incertezza delle politiche ambientali dovrebbe consentire una stabilizzazione del prezzo, al fine di mantenere un equilibrato incentivo economico.
Le Tecnologie per combattere il cambiamento climatico sono gia disponibili (Fonti rinnovabili, veicoli ibridi, biocarburanti, tecnologia per stoccare sottoterra il diossido di carbonio…). Si deve agire immediatamente per favorirne l’adozione diffusa attraverso la collaborazione internazionale: è questo il principale messaggio è rivolto ai Leader Politici.
Saranno necessari radicali cambiamenti delle politiche governative di tutti i paesi: nuovi regimi regolatori, un sistema fiscale che penalizzi l’utilizzo di combustibili fossili e sussidi per le fonti rinnovabili, finanziamenti e contributi alla ricerca per un efficace sviluppo tecnologico.
È, altresì, fondamentale creare le condizioni (politiche e finanziarie) per favorire il trasferimento e la diffusione di nuove tecnologie nei paesi in via di sviluppo.
Non ci sono più scuse, è il momento di agire!

1 commento:

nrel ha detto...

http://www.nrel.gov/docs/fy07osti/41594.pdf