lunedì, febbraio 21, 2005

ARGENTINA: che bel PACCO!

Mancano pochi giorni alla deadline e sembra oramai che il canje dei bonos argentini vada a buon fine: bella inculata hanno dato! non tanto ai grossi investitori, ma ai piccoli risparmiatori che negli ultimi giorni aderiranno in massa, diversamente che possono fare? una causa a Kirschner? molto tosta, direi. Cosa succederà a chi non aderisce? Il ministro dell'economia Lavagna fa il pesce in barile (modo di dire toscano: fare lo gnorri) e non risponde! ma se aderisci che recuperi? il 30% in 30 anni? Insomma una vera inculata e poi che succederà? Nulla, la memoria in queste cose è piu breve di quello che si crede! Gli argentini torneranno sul mercato internazionale a collocare bonos e ricominceranno presto ad indebitarsi. E' certo però che i risparmiatori italiani non gli darranno più un centesimo!

4 commenti:

mardevientos ha detto...

Hai qualche problema con l'Argentina??? Ti ricordo che non è stata l'Argentina a vendere i boni ai piccoli reispoarmiatori italiani, senno le vostre banche, che vedo che pensano tanto, tanto a voi!

Panini ha detto...

(ANSA)-BUENOS AIRES, 21 FEB - Il presidente Nestor Kirchner ha ribadito anche oggi l'invito ai creditori in possesso di bond in default di aderire al concambio che si chiude venerdì prossimo perché "non ci sarà una nuova offerta". "Ve lo dico da amico e vi assicuro che ne sono addolorato, ma dobbiamo risolvere l'indebitamento che hanno provocato altri ed una cessazione dei pagamenti decisa da un altro". Sul tema è intervenuto anche il ministro dell'Economia Roberto Lavagna, assicurando che "il concambio procede in modo normale e si concluderà, come previsto, il 25 febbraio prossimo". Secondo gli ultimi dati, allo swap da 81,8 miliardi di dollari ha aderito il 90% dei creditori locali, mentre l'accettazione globale si aggira attorno al 40%. Gli analisti prevedono che a partire da domani -oggi Wall Street è chiusa- come è sempre accaduto in altri concambi, vi sarà un rush finale di adesioni che dovrebbe portare l'accettazione complessiva dal 70 all'80% del totale.

Panini ha detto...

Ma la Banca d'Italia sapeva che le banche italiane attuavano uno shift delle proprie posizioni rischiose sui bond argentini a danno dei 450 mila risparmiatori italiani? I dati della centrale rischi di Bankitalia anticipati giorni fa dal quotidiano Finanza&Mercati, chiariscono che gli istituti bancari italiani alleggerirono oltre due terzi del proprio portafoglio di titoli argentini nei mesi (fine 2000- inzio 2001) che preludevano al default, proprio mentre ai propri sportelli invece le obbligazioni venivano offerte al risparmiatore retail italiano. Un anno fa, Fazio durante un'audizione parlamento in occasione dell'indagine sul risparmio tradito, considerò i titoli argentini rigorosamente fuori dall'ambito dei temi trattati, come se il default non avesse affatto colpito quasi mezzo milione di italiani. Come se non fosse singolare e strano che due terzi dell'intera sottoscrizione retail mondiale dei titoli argentini fosse avvenuta nella sola Italia, per opera delle banche italiane, mentre nel resto del mondo la maggior parte dei sottoscrittori di titoli a così alto rischio erano investitori istituzionali. Quando gli chiesero dei bond argentini, il suo rifiuto a parlarne fu assoluto e se ne uscì con la famosa testuale frase «se i risparmiatori italiani coinvolti fossero un milione, si tratterebbe di quattro soldi a testa». Una scarsa sensibilità verso il mezzo milione di italiani coinvolti, che oggi hanno pochi giorni per decidere definitivamente se accettare l'offerta capestro argentina. Sapeva e sa, il regolatore, che le banche italiane attuavano uno shift delle proprie posizioni rischiose a danno del mercato? E ha attinenza tutto questo, con il consiglio che le banche italiane danno ai risparmiatori di rifiutare la conversione capestro offerta dagli argentini? Quanto sta avvenendo è contemplato come caso da manuale, nel paper di Rene Stultz (Ohio State University) sui «limiti della globalizzazione finanzaria». Stati sovrani dalle finanze deboli e insider finanziari finiscono oggettivamente per colludere a danno dei soggetti deboli del mercato (twin agency problem).

marigold ha detto...

no, è che prima pensavamo che il consiglio del vicedirettore di filiale cugino del pelato del secondo piano valesse di più di quello del venditore di rolex tarocchi sotto casa. adesso dovremmo sapere che non è necessariamente così. guarda il lato positivo dell'esperienza; mio padre non c'è andato dentro per puro caso - e perché è un CCTaro all'antica.
saluti.