mercoledì, agosto 31, 2005

Après moi, le deluge.

Nel suo mandato di 18 anni ha navigato con successo attraverso i crolli dei mercati azionari, una crisi finanziaria globale, una bolla speculativa nelle borse e gli attacchi terroristici del 11/9/01, soffrendo appena un paio di modeste recessioni.
Ma il "lungo periodo di stabilità economica", ha detto durante la sua ultima conferenza, ha spinto gli investitori ad "accettare livelli sempre più bassi di compensazione per il rischio". In questi casi, la Storia va a finire sempre molto male...
Di questi tempi, c'è così tanto denaro a caccia di attivi rischiosi che il premio per il rischio è quasi sparito!
La differenza tra i tassi dei titoli di stato Usa e i tassi dei titoli corporate, per esempio, è diventata sorprendentemente piccola, come se il rischio di fallimento di queste aziende fosse quasi pari al rischio di fallimento del governo federale.
Anche il mercato delle opzioni sta pagando molto poco gli investitori che assumono rischi (vendendo allo scoperto volatilità).
Il problema è che il mondo non è ancora pieno di rischi e, alla prossima crisi, le delusioni degli investitori saranno molto amare...
L'attuale bassa percezione del rischio è in gran parte merito o colpa di Greenspan?
In verità, il ruolo del presidente della Fed è soprattutto quello di generare fiducia nel futuro dell'economia, stimolando maggiori investimenti, che aumentano la produttività e la crescita economica. Ma una fiducia eccessiva alimenta i semi della prossima crisi? Questa è la questione che dovrà affrontare il suo successore.
Quando Greenspan iniziò il suo primo mandato, molti dubitarono che potesse colmare il vuoto lasciato dal suo predecessore, Paul Volcker.
I mercati immediatamente lo misero alla prova: durante i primi 90 giorni, il dollaro e i titoli di stato andarono a picco e Greenspan si vide obbligato ad alzare il tasso di sconto (di 0,5%), provocando una grossa crisi nel mercato azionario... L'anno prossimo, anche il suo successore non avrà vita facile!
cfr Alan Murray (The Wall Street Journal)








3 commenti:

Panini ha detto...

http://www.lanacion.com.ar/wsj/nota.asp?nota_id=734554

Anonimo ha detto...

... e noi dobbiamo tenerci il satrapo di palazzo Koch che pare non se ne vada neanche a cannonate... saluti nowhere man

Panini ha detto...

ancora per poco... si spera!