martedì, aprile 05, 2005

GAME OVER?














TRAVOLGENTE VITTORIA DELL'UNIONE DI CENTROSINISTRA...
e ROVINOSA SCONFITTA DEL POLO alle elezioni regionali.
L'ex-presidente del Lazio ammette:"è stata un'ecatombe".
Flop della lista di Alessandra Mussolini, che rimane al palo e non fa la differenza. Dopo il disastroso tracrollo elettorale, il centrodestra non è più maggioranza nel paese e la coalizione di governo entra in crisi, ma Berlusconi tace e ordina di minimizzare!













vignetta di Vauro
























IL NANO TACE e rosica...
A sorpresa appare poi a Ballarò!

2 commenti:

Paula ha detto...

Hmmmmmmmmm i hate politics,

promise, cant stand it.

Anonimo ha detto...

IL CAVALIERE NEL BUNKER
di Curzio Maltese

Per Fini e Follini, che vogliono pensionare il premier e ragionano da politici "veri", non si tratta soltanto di scappare dalla nave che affonda, ma di salvare il progetto d´una futura destra "non anomala", in linea con il conservatorismo europeo.

O Berlusconi si dimette o si va a votare a giugno. Questa è la richiesta di Fini e Follini. L´unica alternativa sensata a un anno chiusi nel bunker della sconfitta irrimediabile. Che l´avventura del berlusconismo sia finita per sempre lo hanno capito anche loro, i moderati della destra.

Del resto, Berlusconi lo ha reso evidente a tutti. La sua apparizione a Ballarò è stato l´esatto contrappasso del celebre messaggio di "discesa in campo" di 12 anni fa. Inizio e fine della parabola, nel suo tempio, la televisione.

Con negli occhi ancora le immagini della resa in diretta del mito, di quel Berlusconi affannato e perdente, in una parola: finito, ieri i vice Follini e Fini hanno trovato il coraggio di chiedere al premier di prendere atto della sconfitta e dimettersi.

Naturalmente Berlusconi ha subito trovato il coraggio di rispondere no. La seconda opzione sono le elezioni anticipate. Da decidere subito, nel giro di un paio di settimane, perché non si può andare al voto oltre la metà di giugno. Berlusconi ha ancora rifiutato, assicurando di avere in programma trovate eccezionali per rimontare il disastro del 3 e 4 aprile. Ora, nulla può terrorizzare oggi Fini e Follini quanto le possibili trovate di un Berlusconi già preda della sindrome di Salò in versione farsesca.

Quindi i vice se ne sono andati dall´incontro com´erano arrivati, gonfi di neri presentimenti. Restano pochi giorni per verificare se il loro è un bluff o il capolinea del governo è arrivato. È un dato che ormai nella casa delle libertà in fiamme le strade si sono separate. Nel bunker sono rimasti Berlusconi, la sua corte di miracolati e la sottostante Lega, impegnati a inventare improbabili mosse per un rilancio. Ma quali?

Il repertorio dei sogni è già stato logorato. Fuori dal bunker e con un piede fuori dall´uscio di casa si trovano Fini e Follini, che pensano a salvarsi la pelle e il futuro. Il "dopo Berlusconi" è stato decretato dal voto ed è quindi inevitabile. Un altro anno di governo Berlusconi-Calderoli avrebbe effetti devastanti, anzitutto il paese, ma anche per il ceto politico. E forse più per la destra che per la sinistra. Almeno per la destra moderata, da anni ostaggio di una politica e di uno stile non condivisi, estranea com´è per natura all´aggressività distruttiva e alla fine auto distruttiva che è iscritta nel genoma del berlusconismo.

Non si tratta insomma soltanto di scappare dalla nave che affonda ma di salvare il progetto d´una futura destra "non anomala", in linea con il conservatorismo europeo. A Berlusconi il progetto non interessa, la sua creazione politica è un prolungamento del suo ego e morirà con lui.

Ma Fini e Follini sono giovani, vengono da tradizioni che c´erano prima e ci saranno dopo, ragionano da ceto politico e non hanno intenzione di morire come i filistei di Sansone. Andare al voto ora per Berlusconi e la sua corte può significare l´uscita di scena definitiva, la fine dei vecchi amici della prima repubblica. Per Fini e Follini no, potrebbe significare soltanto un salutare passaggio all´opposizione in tempi che s´annunciano comunque duri per chi governa. Con la speranza di riprovarci fra cinque anni, per giunta da padroni e non da maggiordomi. Perché dovrebbero immolarsi a una causa che neppure hanno mai sentito loro?

Le due destre oggi, per la prima volta, non hanno più interessi concreti in comune. Berlusconi l´ha capito e per paura dei suoi alleati, più che degli avversari, si è precipitato l´altra sera in televisione. Per cancellare l´immagine di Fini da Vespa e marcare stretto l´imbarazzatissimo Alemanno. È stato un errore grave perché ha dato pubblico spettacolo di debolezza e mediocrità. Ma le figure di demagoghi sono così, quando vincono e quando perdono, vanno fino in fondo.

L´Italia ha voltato le spalle a Berlusconi. Peggio, gli ha voltato le spalle la modernità, il mito sul quale aveva fondato il suo successo. La lettura del voto è impressionante. La sinistra è dominante fra i giovani, soprattutto le donne, nelle aree urbane. Forza Italia è sempre più un partito di pensionati e anziane casalinghe dei piccoli centri, l´espressione di una vecchia Italia. Il celebrato asse del Nord ha perso settecentocinquanta mila voti in Lombardia e sfiorato la sconfitta a Milano, nonostante l´effetto Formigoni. Non sono soltanto le cifre di una sconfitta ma di una condanna al declino. Berlusconi voleva annientare la sinistra, invece rischia di distruggere la destra e per molti anni.